Ciclosporiasi negli Usa, quasi 7mila casi: indagini su lattuga e insalate
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Redazione Salute
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La ciclosporiasi torna a destare forte preoccupazione negli Stati Uniti dopo un rapido aumento dei casi registrati dall'inizio di maggio. Le autorità sanitarie stanno monitorando 1.645 casi confermati, ai quali si aggiungono oltre 5.100 segnalazioni ancora in fase di verifica diagnostica, portando il totale a sfiorare i 7mila episodi. L'infezione intestinale è provocata dal parassita Cyclospora cayetanensis e viene trasmessa principalmente attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati, soprattutto frutta e verdura consumate crude. L'aumento delle segnalazioni ha fatto scattare l'allerta sanitaria e ha dato il via a un'indagine per individuare con precisione la possibile origine della contaminazione.
Indagini sulla contaminazione e alimenti sotto osservazione
L'attenzione delle autorità si concentra in particolare su lattuga, insalate e altri prodotti vegetali consumati senza cottura, indicati tra i possibili veicoli della contaminazione. L'epidemia ha già superato la soglia dei tremila contagi a livello nazionale ed è descritta come particolarmente intensa nello stato del Michigan, dove i casi risultano concentrati con maggiore frequenza. Secondo quanto riportato, il protozoo responsabile dell'infezione è presente nel terreno e nelle acque e può raggiungere frutta e ortaggi. Il consumo di questi alimenti contaminati può determinare lo sviluppo della malattia gastrointestinale che ha spinto le autorità a intensificare i controlli e le verifiche.
I sintomi più frequentemente associati alla ciclosporiasi comprendono diarrea profusa, perdita di appetito, nausea e vomito, ai quali in alcuni casi può aggiungersi anche la febbre. Gli esperti spiegano che l'infezione interessa l'apparato gastrointestinale dopo l'ingestione di alimenti contaminati dal parassita. Nella maggior parte delle situazioni riportate, la forma gastrointestinale viene gestita con riposo e un'adeguata idratazione, mentre resta centrale l'attività di monitoraggio per comprendere l'estensione dell'epidemia e identificare la fonte della contaminazione.
La situazione in Italia e le indicazioni degli esperti
L'allerta riguarda gli Stati Uniti, mentre per l'Italia gli specialisti invitano a non creare allarmismi. Antonio Cascio, professore di Malattie infettive dell'Università di Palermo e membro della Simit, ha spiegato che la ciclosporiasi nel nostro Paese è molto rara e non rappresenta un motivo di particolare preoccupazione per la popolazione generale. La diffusione dell'infezione osservata negli Usa viene quindi seguita con attenzione dalle autorità sanitarie locali, mentre le informazioni disponibili evidenziano che il contagio è collegato principalmente all'assunzione di acqua o alimenti contaminati, in particolare frutta e verdure crude, elemento che resta al centro delle indagini in corso.




