Machado contro tutti: “Il regime e gli Usa non vogliono che rientri”
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Redazione Esteri
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La leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado, in un videomessaggio pubblicato sul suo account X, ha denunciato l'impedimento del suo rientro in Patria da parte del regime di Delcy Rodríguez, che avrebbe chiuso lo spazio aereo per bloccarla mentre si trovava a Panama pronta a imbarcarsi su un volo commerciale.
Una vicenda che si inserisce in un quadro di crescente tensione politica, acuita dalla catastrofe umanitaria causata dai due terremoti che hanno devastato lo stato di La Guaira il 24 giugno, e che vede ora la Casa Bianca assumere una posizione che molti interpretano come un dietrofront rispetto ai precedenti rapporti con la premio Nobel per la Pace.
La pressione per il ritorno e il presunto veto di Washington
Secondo quanto ricostruito da fonti vicine alla situazione, l'intenzione di Machado di mettere piede in Venezuela per partecipare attivamente alle operazioni di soccorso e supporto alle popolazioni colpite dal sisma sarebbe stata accolta con freddezza dall'amministrazione Trump, che teme che la sua presenza possa rappresentare un fattore di destabilizzazione politica in un momento già estremamente delicato.
Alcuni analisti, come Piero Trepiccione del Centro Gumilla, sottolineano come il presidente americano eserciti un controllo quasi totale sul governo di Delcy Rodríguez e, allo stesso tempo, abbia una notevole influenza sull'opposizione, preferendo gestire la transizione venezuelana senza l'ingombrante presenza della leader.
Un alto funzionario della Casa Bianca, citato da Axios, avrebbe addirittura definito l'iniziativa di Machado come un atto di "oportunismo politico grottesco", suggerendo che il suo intento sarebbe più quello di ottenere visibilità mediatica che di fornire un reale contributo umanitario.
Le tensioni con l'amministrazione Trump e il malcontento dell'esilio
Questa situazione ha generato un cortocircuito nelle relazioni tra la dirigente e l'amministrazione statunitense, che si era spinta fino a qualche tempo fa a sostenere la sua causa. È di pochi giorni fa la notizia della sua visita alla Casa Bianca, durante la quale Machado aveva donato la sua medaglia del Nobel al presidente Donald Trump come segno di gratitudine.
Tuttavia, il sostegno che sembrava scontato si è trasformato in un freno, con la portavoce della Casa Bianca che ha ribadito come Trump non abbia cambiato idea sul fatto che Machado non goda del sostegno necessario per governare il Paese. Nel frattempo, le organizzazioni dell'esilio venezolano in Florida hanno manifestato pubblicamente il loro scontento, chiedendo a Trump di riconsiderare il suo rapporto con il "governo tutelato" di Rodríguez, accusato di ostacolare gli aiuti e di non gestire adeguatamente la tragedia.
L'accusa del regime e la determinazione di Machado
Dal canto suo, Machado non ha intenzione di desistere, ribadendo in un videomessaggio: "Haré lo que haya que hacer, hablar con quien haya que hablar. Estoy lista y cerca de Venezuela". La sua accusa al regime è chiara: non solo la chiusura dello spazio aereo, ma anche le minacce a coloro che intendevano facilitare il suo rientro, dimostrerebbero la volontà del governo di impedirle a tutti i costi di rientrare.
Questa determinazione, però, si scontra con una realtà geopolitica complessa, dove il governo di Delcy Rodríguez appare sempre più come un partner necessario per gli Stati Uniti, che vedono nel controllo delle risorse petrolifere e nella stabilità dell'area una priorità assoluta.
Le divisioni all'interno dell'opposizione
Non solo la Casa Bianca, ma anche una parte dell'opposizione venezolana guarderebbe con preoccupazione al ritorno di Machado in questo preciso momento storico. Un dirigente dell'opposizione avrebbe confidato a fonti stampa che tra gli alleati della leader non c'è piena unità di vedute: alcuni temono che un suo rientro possa innescare una scintilla in un contesto già infiammato dal malcontento popolare per la gestione dell'emergenza, mentre altri, più cauti, ritengono che il momento non sia ancora maturo per un passo così rischioso.
L'unico punto fermo, al momento, è la volontà ferrea di Machado di tornare in Venezuela, pronta a sfidare qualsiasi veto e a giocare il tutto per tutto per riconquistare uno spazio politico che, nell'incertezza del dopo-Maduro, sembra essersi improvvisamente ristretto.




