L'Antitrust multa Prenotazioni24 e Talea Group per pratiche scorrette nei confronti dei consumatori

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso due distinte istruttorie, irrogando sanzioni significative a società operanti in settori sensibili per i consumatori, come quello dei viaggi e della salute. Le decisioni, fondate su violazioni del Codice del consumo, sottolineano l’attenzione costante dell’Antitrust verso quelle condotte che, minando la trasparenza, compromettono la libertà di scelta degli acquirenti. Si tratta di interventi che, mentre puniscono comportamenti specifici, ribadiscono principi generali di correttezza commerciale, applicabili a un vasto spettro di transazioni.

La sanzione da mezzo milione a Prenotazioni24

Nel caso di Prenotazioni24 srl, la cui istruttoria era partita nell’aprile del 2025, l’Autorità ha accertato e sanzionato con una multa da 500.000 euro una pratica commerciale scorretta. La società, rivenditrice di servizi per le principali compagnie di navigazione, aveva messo in piedi una rete di siti web la cui denominazione e grafica apparivano studiate per ricalcare, in modo ingannevole, quelli degli operatori ufficiali. Questa strategia, che confondeva il consumatore sull’identità del vero venditore, costituiva una grave omissione di informazioni rilevanti. “Questo principio – ha precisato l’Antitrust – vale per qualunque bene o servizio acquistato, ivi compresi titoli di viaggio”, aggiungendo che una pratica diventa ingannevole quando si omettono dati essenziali o li si fornisce in modo intempestivo, impedendo una decisione davvero consapevole.

La multa milionaria al gruppo attivo nella vendita di farmaci

Parallelamente, l’Antitrust ha colpito con una sanzione ben più consistente, pari a 2 milioni di euro, la Talea Group S.p.A., realtà attiva nel commercio elettronico di parafarmaci e farmaci da banco. Anche in questo caso, la violazione riscontrata attiene alla correttezza delle informazioni fornite prima dell’acquisto. L’Autorità ha infatti stabilito che la società, almeno da novembre del 2023, ha pubblicato online offerte non veritiere riguardanti la disponibilità effettiva dei prodotti e i relativi tempi di consegna. Promesse, queste, sistematicamente disattese con consegne parziali o notevolmente in ritardo, alle quali si associava un altrettanto tardivo processo di rimborso per gli ordini inevasi, prolungando ulteriormente il disagio per i consumatori.

Il quadro normativo e l’impatto sulle condotte commerciali

Le due pronunce, seppur relative a mercati diversi, disegnano un quadro unitario di azione dell’Autorità, la quale agisce laddove viene meno quella leale informazione che è il perno di qualsiasi rapporto di consumo equilibrato. Nel settore dei viaggi, così come in quello della vendita online di prodotti sanitari, la chiarezza sul prezzo, sulle commissioni, sulla reale disponibilità della merce e sui tempi di esecuzione del contratto deve essere assoluta e immediata, fin dal primo contatto. L’inosservanza di questi obblighi, che si traduce in un vizio del consenso dell’acquirente, viene pertanto repressa con sanzioni amministrative che mirano non solo a punire, ma anche a dissuadere dall’adozione di strategie simili.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.