Sensi: “Senza infortuni sarei al Barcellona”. Il centrocampista riparte da Cipro dopo aver pensato di smettere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Stefano Sensi, lo ricordate? Quel ragazzo che, quando ancora non aveva compiuto ventun’estate, faceva girare il centrocampo del Cesena con una personalità schiacciante, tale da lasciare senza fiabe gli osservatori più attenti. Oggi il suo nome è legato a un infinito condizionale – “what if”, l’avrebbero chiamato i tifosi nerazzurri – perché la sua parabola, da predestinato a sopravvissuto, è stata di fatto tranciata da una sequela di guai fisici che nemmeno il più pessimista degli scenari avrebbe potuto immaginare. Eppure, proprio ora che molti lo davano per finito, l’ex Inter, Monza e Sassuolo ha scelto di ripartire da Cipro, nella squadra guidata da Mauro German Camoranesi, e di raccontarsi senza filtri.

Il tunnel e il pensiero del ritiro

La rivelazione, affidata alle pagine della Gazzetta dello Sport, è di quelle che lasciano il segno: Sensi ha ammesso di aver accarezzato l’idea di smettere, di mollare tutto qualche anno fa. Un anno e mezzo, quello compreso tra il 2019 e il 2021, era diventato un incubo a ciclo continuo. Infortuni, rientri, poi ricadute puntuali come un tragico copione già scritto. Il centrocampista racconta di essere entrato in un tunnel dal quale non vedeva via d’uscita; la qualità cristallina del suo piede – quella stessa che nell’ottobre del 2019, al Camp Nou contro il Barcellona, aveva fatto scrivere ai media spagnoli “un pelotero che non si nasconde mai” – rischiava di restare imprigionata per sempre in un che non reggeva l’urto del professionismo.

Grazie a moglie e Djokovic, la rinascita

A salvarlo, racconta, sono state due figure apparentemente lontane dal rettangolo verde: sua moglie e il tennista Novak Djokovic. È stato proprio l’esempio del campione serbo, capace di trasformare le avversità fisiche in un punto di forza mentale, a convincerlo a non abbandonare. Prima di affidarsi a un mental coach, però, Sensi ha dovuto fare i conti con la solitudine di chi si allena nel silenzio, lontano dai riflettori, mentre i compagni giocano e i sogni – come quello di finire al Barcellona o al Manchester City – sfumano uno dopo l’altro. “Senza infortuni sarei al Barça”, dice senza troppi giri di parole. E chissà, forse è vero.

L’addio all’Italia e la nuova vita a Cipro

Oggi Stefano Sensi ha ricominciato da capo, lontano dal rumore del campionato italiano. A Cipro, sotto la guida di Camoranesi – un altro che di tennis e di ripartenze se ne intende – prova a dimostrare che la sua storia non è ancora arrivata ai titoli di coda. Il pensiero di smettere è stato accantonato, anche se le cicatrici restano. Quella notte di Champions, quella corsa sulla fascia del Camp Nou, e poi quattro giorni dopo: Inter-Juventus, 34° minuto, il braccio che si alza, il cambio chiesto, l’ennesima maledizione. Da lì cominciò il lungo calvario. Ma ora, senza retorica e senza proclami, l’ex predestinato dice di poter dire ancora la sua ad altissimi livelli. Basterà crederci.

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