Nations League, l'Italia si rialza subito: Giappone battuto 3-0 con Antropova opposta
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Redazione Sport
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La medicina, si sa, a volte ha un sapore amaro ma l'effetto, quando è quello giusto, si rivela immediatamente benefico. Dopo il trauma della sconfitta subita contro gli Stati Uniti, Julio Velasco ha deciso di tornare a ciò che funzionava, operando un cambio di rotta netto e significativo nell'ultimo match della seconda settimana di Nations League a Pasig City, nelle Filippine.
La scelta, chiara e decisa, è stata quella di rimettere Kate Antropova nel ruolo di opposta, un assetto che, a dispetto dei recenti esperimenti, ha ridato solidità e geometrie alla squadra, come dimostra il risultato finale di un 3-0 che non ammette repliche.
La diagonale del passato che ritorna
La decisione di Velasco ha riportato in campo la diagonale Cambi-Antropova, quella stessa coppia che aveva fatto faville ai Giochi Olimpici e ai Mondiali, un'intesa che non ha avuto bisogno di lunghe presentazioni per ritrovarsi e funzionare a meraviglia. Messe momentaneamente in disparte Adigwe e Obossa, il tecnico ha schierato un sestetto che ha messo in difficoltà fin da subito la temibile formazione nipponica, con Fahr e Nwakalor centrali, Nervini e Omoruyi in banda e Fersino a difendere il palazzo.
Il risultato, un 25-21, 25-23 e 25-18, racconta di una partita condotta con autorità, dove l'Italia ha saputo gestire la pazienza necessaria contro una squadra che, per sua natura, non molla mai un centimetro.
Sarah Fahr e il valore della stabilità ritrovata
A fine partita, a parlare è stata una delle voci più autorevoli del gruppo, Sarah Fahr, che ha spiegato il senso di questa svolta tattica. "Dopo la sconfitta con le americane abbiamo cercato qualcosa di diverso, abbiamo cambiato assetto e riportare Antropova nel ruolo di opposta ci ha dato più stabilità", ha dichiarato la centrale, sottolineando come non sia mai semplice affrontare il Giappone, una squadra che sta disputando un torneo di altissimo livello e che richiede grande costanza in difesa e saggezza nella scelta degli attacchi.
La vittoria, insomma, non è stata solo una questione di forza fisica, ma anche di maturità e capacità di adattamento a un avversario che, per sua natura, costringe a un palleggio incessante e a una concentrazione assoluta.
La classifica che sorride all'Italia
Il successo, oltre a ricucire lo strappo psicologico creato dalla battuta d'arresto con gli Stati Uniti, ha un valore classifica tutt'altro che trascurabile: l'Italia vola al terzo posto, scavalcando proprio il Giappone e la Polonia, grazie a 18 punti frutto di sei vittorie e due sconfitte. Ora la squadra di Velasco potrà guardare con maggior serenità all'ultimo impegno della fase intercontinentale, in programma a Hong Kong a partire dall'8 luglio contro l'Ucraina, con l'obiettivo di archiviare al più presto il pass per le Finals di Macao.
La risposta immediata della squadra, capace di ripartire senza esitazioni dopo il ko più duro del torneo, è forse il segnale più importante di una formazione che, pur nei cambiamenti, ha dimostrato di possedere gli anticorpi giusti per reagire alle avversità.




