Nuovo massiccio rapimento di studenti in una scuola cattolica in Nigeria
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L'incubo dei sequestri di massa, un fenomeno che affligge da anni il Paese più popoloso d'Africa, si è abbattuto di nuovo su un istituto scolastico, lasciandosi dietro il vuoto e l'angoscia per oltre duecento giovani vite. Nelle ore che hanno preceduto l'alba, un nutrito gruppo di uomini armati ha fatto irruzione, secondo le ricostruzioni, nella scuola cattolica St. Mary's, situata nella comunità di Papiri, nello Stato del Niger, una regione della Nigeria centro-settentrionale. L'assalto, portato con determinazione dai criminali, che hanno raggiunto l'edificio scolastico muovendosi su decine di veicoli, si è concentrato contro i dormitori, dove gli studenti e alcuni membri del personale si trovavano nel pieno del riposo notturno.
L'operazione di sicurezza
Subito dopo il raid, le autorità locali hanno attivato un imponente dispiegamento di forze, sia di polizia che militari, il cui obiettivo primario è quello di localizzare i rapitori e tentare di liberare gli ostaggi. La Christian Association of Nigeria, che rappresenta i fedeli di diverse confessioni cristiane, ha fornito il dato, ancora provvisorio, degli studenti sottratti con la forza, un numero che supera le duecento unità e che rende l'episodio uno dei più gravi per dimensioni degli ultimi tempi. La rapidità dell'azione criminale, favorita dall'oscurità e forse da una conoscenza approfondita dei luoghi, non ha dato, di fatto, scampo a chi era dentro la scuola.
Un contesto di violenza ricorrente
Questo drammatico evento, che ha colpito in modo specifico un'istituzione educativa di fede cattolica, giunge a distanza di pochi giorni da un altro analogo sequestro, avvenuto sempre nella stessa area geografica, durante il quale erano stati presi circa un centinaio di studenti. Una recrudescenza di atti che, sebbene non sia stato ancora possibile attribuire con certezza a un gruppo specifico, si inserisce in un quadro di insicurezza cronica e di scontri, spesso legati a rivendicazioni di natura economica o religiosa. La tattica del rapimento di gruppo, del resto, è diventata per queste formazioni un metodo collaudato per ottenere riscatti o per esercitare pressioni di vario tipo sul governo.
Le reazioni internazionali
La notizia del rapimento ha immediatamente varcato i confini nazionali, richiamando l'attenzione della scena internazionale. L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, la quale in passato aveva espresso forti critiche verso la gestione nigeriana in materia di protezione dei cristiani, si trova ora a dover osservare da vicino gli sviluppi di una crisi umanitaria che si va approfondendo. A queste voci si è unita, tramite un intervento alle Nazioni Unite, anche quella della pop star Niky Minaj, che ha sollecitato un'azione urgente per far fronte a quella che appare, sempre più, come un'emergenza senza fine.




