Bianchi rivoluziona la Infinito: una all-rounder senza compromessi tra strada e gravel
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Redazione Scienza e Tecnologia
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C’era una volta la bicicletta da strada endurance, quella pensata per chi macinava chilometri su asfalto cercando un compromesso tra reattività e comfort. Oggi quel segmento, se non è del tutto superato, si è ibridato in modo così profondo da renderne quasi superflua la definizione, e la nuova Bianchi Infinito ne è la dimostrazione più lampante. Il marchio di Treviglio ha presentato la nuova generazione del suo modello storico, un tempo baluardo delle granfondo, trasformandolo in una piattaforma versatile che, di fatto, fonde le caratteristiche di tre anime ciclistiche: le prestazioni di una bici da corsa, l’ergonomia per affrontare ore in sella senza accumulare eccessiva fatica, e la versatilità necessaria per divagare con fiducia su fondi sterrati. Non si tratta di un semplice aggiornamento estetico, ma di una riprogettazione profonda, che interviene su telaio, forcella e geometrie con l’obiettivo dichiarato di offrire un’esperienza di guida senza precedenti, capace di adattarsi a panorami mutevoli nel corso della stessa uscita.
Il cuore pulsante di questa evoluzione risiede nell’ultima iterazione della tecnologia proprietaria Countervail, quel sistema integrato nella fibra di carbonio che da anni contraddistingue i telai di alta gamma della casa. Per la nuova Infinito, questa formulazione è stata alleggerita del venti per cento rispetto alla versione precedente e, novità assoluta, viene ora integrata anche nel reggisella completamente ridisegnato. Telaio e forcella, sviluppati come un sistema unico, lavorano in sinergia per smorzare le vibrazioni ad alta frequenza, quelle che provocano intorpidimento e affaticamento muscolare su asfalto sconnesso o sui lunghi rettilinei. Il risultato, quantificato da Bianchi in un guadagno di dodici watt rispetto al passato, è una bici che promette di mantenere fresco il ciclista anche dopo molte ore, grazie a una rigidità ottimizzata per una guida precisa ma mai penalizzante.
Oltre al comfort, il vero salto di qualità è rappresentato dalla nuova anima gravel della Infinito. Laddove la generazione uscente si fermava a coperture da trentadue millimetri, il nuovo telaio è stato progettato per ospitare pneumatici fino a quaranta millimetri di sezione, slick o tassellati che siano. Questo ampio passaggio ruota, unito alla conformità allo standard ASTM 2 che ne certifica l’idoneità a sollecitazioni tipiche dello sterrato, permette alla bici di spingersi con disinvoltura oltre i confini dell’asfalto. La geometria è stata ritoccata in questo senso: lo stack è maggiorato per garantire una posizione più eretta e rilassata nelle lunghe percorrenze, i foderi orizzontali sono stati allungati per aumentare la stabilità ad alta velocità e sui fondi irregolari, mentre il nuovo reggisella con offset zero ottimizza l’angolo dell’anca, migliorando di fatto la respirazione e l’efficienza della pedalata.




