Chivu frigge tra partenze e mancati arrivi: Inter, summit mercato con Ausilio
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Redazione Sport
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All'hotel Öschberghof di Donaueschingen, campo base del ritiro estivo nerazzurro, oggi è atteso il direttore sportivo Piero Ausilio dopo che ieri è arrivato il suo braccio destro, Dario Baccin. Sarà occasione per fare il punto sul mercato con Cristian Chivu che, comprensibilmente, attende un'importante accelerazione considerato che, al momento, dei big partenti è stato rimpiazzato il solo Sommer con l'arrivo di Ivan Provedel.
Manca soltanto il presidente Beppe Marotta, ma arriverà anche lui a ridosso dell'amichevole con il Karlsruhe di domenica prossima.
L'arrivo di Ausilio e il vertice in Germania
Il dirigente è arrivato nel pomeriggio nel resort che ospita Barella e compagni e dopo un passaggio in camera è uscito col golf kart per un rapido sopralluogo al campo di allenamento. L'area sport si è quindi ricompattata per un aggiornamento sul fronte mercato, in attesa di arrivare a definire gli obiettivi che ancora mancano e su cui il club continua a lavorare senza farsi prendere dalla frenesia.
Donaueschingen non è mai stata così nerazzurra: la squadra è in ritiro da giovedì scorso e vi rimarrà fino al 26 luglio, giorno in cui è in programma la prima amichevole dell'estate 2026 contro il Karlsruher SC.
I reparti ancora scoperti e gli obiettivi sfumati
All'appello mancano l'erede di Dumfries e i due difensori centrali che andranno a sostituire Acerbi e De Vrij, tutti usciti di scena dopo la scadenza del contratto che li legava all'Inter. Un mese fa il tecnico aveva indicato tre nomi principali, quelli di Palestra, Solet e Curtis Jones, ma il mercato ha finora preso una piega diversa.
L'arrivo dell'esterno era considerato pietra angolare del progetto e a Chivu erano state fornite ampie garanzie sulla buona riuscita dell'operazione, data addirittura per chiusa prima che l'entrata in scena del Chelsea scompaginasse le carte. A complicare il quadro pure una buona dose di sfortuna: l'allenatore aveva trovato una sintesi con i dirigenti sul profilo di Khalaili ma il mancato ottenimento dell'idoneità per giocare in Italia ha vanificato l'operazione.
Solet, altro giocatore chiesto da Chivu, è stato invece accantonato un po' per la rigidità dell'Udinese, soprattutto per alcuni dubbi legati al giocatore, mentre Jones resta un puntino lontano all'orizzonte e difficilmente il Liverpool lo lascerà andare per meno di 40 milioni tra fisso e bonus.
Le prossime mosse: Spence, Read e il nodo Pavard
A giudicare dalla bonaccia seguita al mancato tesseramento di Khalaili è facile pensare che Chivu e i dirigenti debbano ora capire dove muovere i soldi da investire. Per la fascia destra, i nomi principali restano Djed Spence e Givairo Read: entrambi richiederebbero un investimento importante, circa 30-40 milioni per l'inglese del Tottenham, e l'Inter deve valutare se concentrare gran parte del budget su questa soluzione oppure optare per un profilo più economico.
In quest'ottica, prende quota anche il nome di Ivan Perisic, profilo esperto e low-cost che permetterebbe di liberare risorse per altri reparti. Per il centro della difesa, il nome più ambizioso resta Cristian Romero, valutato dal Tottenham tra 45 e 50 milioni, mentre l'alternativa a basso costo sarebbe John Stones, svincolato dal Manchester City e già proposto ai nerazzurri.
Di certo c'è il reintegro di Pavard, regolarmente partito in ritiro con la squadra: un anno fa l'addio si portò dietro anche parecchie tensioni ma toccherà a Chivu capire se il francese può essere ancora funzionale all'Inter. Qualora l'allenatore decidesse di tenerlo, servirebbe un solo centrale e questo, per il principio dei vasi comunicanti, avrebbe effetto sul budget per le altre operazioni.
Con il rientro di Stankovic e Massolin, a livello numerico l'Inter sarebbe coperta anche in mezzo al campo, ma Chivu si ritroverebbe con una rosa più debole rispetto a quella di un anno fa se non dovessero arrivare innesti di qualità.




