Steam Deck, il rincaro da 300 dollari non ferma i sold out: Valve sfida la crisi delle memorie
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La notizia, destinata a far discutere gli appassionati del settore, è arrivata direttamente dal colosso di Bellevue: Valve ha deciso di rimodulare al rialzo il listino del suo portatile di punta, il Steam Deck OLED, applicando un rincaro che nell’ordine dei 300 dollari per il modello da 1TB ne ha portato il prezzo a sfiorare quota 950 dollari sul mercato statunitense.
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Un incremento percentuale, questo, che si aggira attorno al 44 per cento rispetto ai valori originari di lancio, una manovra che molti analisti avevano previsto alla luce della pressione esercitata dalla crescente domanda di chip per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. libero
Eppure, come riportato da fonti del settore raccolte da IGN, questa impennata dei costi non solo non ha raffreddato l’entusiasmo della base utenti, ma ha paradossalmente coinciso con un nuovo, immediato esaurimento delle scorte, replicando il fenomeno dei “sold out” già osservato nelle precedenti finestre di rifornimento. libero
Rincari a cascata e paragoni con il mercato console
Se diamo uno sguardo ai numeri, la portata dell’operazione appare chiara: la variante da 512GB, quella che rappresenta la porta d’ingresso alla nuova generazione del dispositivo, passa da 549 a 789 dollari, mentre per la versione top di gamma da 1 terabyte il balzo è da 649 a 949 dollari.
Nel dettaglio dell’adeguamento europeo, per noi italiani, il modello OLED da 1TB arriva a costare 919 euro, una cifra che supera ampiamente i 899 euro richiesti per una PlayStation 5 Pro da 2TB, un paragone che rende immediatamente l’idea dell’eccezionalità del momento storico. libero
Valve, in una breve nota ufficiale, ha giustificato la manovra citando “lo stato attuale dei costi dei componenti e altre sfide logistiche globali”, sottolineando come lo “Steam Deck in sé non sia cambiato”, scaricando quindi l’aumento esclusivamente sul contesto esterno fatto di scarsità di memoria NAND e DRAM.
Questa situazione, che ha già portato Sony, Microsoft e Nintendo ad alzare i rispettivi listini durante il ciclo di vita delle proprie console, sembra essere solo la punta dell’iceberg di una crisi che non accenna a placarsi. libero
La beffa di Epic Games e i silenzi sulla Steam Machine
L’annuncio, come è facile immaginare, ha suscitato reazioni anche al di fuori del cerchio magico degli azionisti, trovando un eco particolare in una delle figure più iconiche della concorrenza.
Tim Sweeney, amministratore delegato di Epic Games, non ha perso l’occasione per ironizzare sulla situazione, prendendo di petto Gabe Newell, il fondatore di Valve, in un commento che ha messo da parte le diplomazie aziendali per suggerire – con il suo tipico sarcasmo – come il costo aggiuntivo servirà probabilmente a finanziare i famosi mega-yacht del patron dell’azienda. libero
Al di là della provocazione, che ha fatto rapidamente il giro dei social, il dato più significativo rimane l’effetto domino che questa crisi delle memorie sta avendo sui piani futuri dell’azienda.
Valve, che aveva promesso di annunciare il prezzo della nuova Steam Machine (il PC da salotto tanto atteso) per l’inizio del 2026, è stata costretta a un silenzio imbarazzato; la compagnia, in attesa di tempi migliori, osserva un mercato dove il costo della RAM è impazzito, rendendo praticamente impossibile rispettare le stime precedenti che volevano il dispositivo in una fascia tra gli 800 e i 1. libero
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Un mercato dettato dall’offerta, tra logistica e scarsità
La logica economica classica suggerirebbe che un aumento così vertiginoso – quasi 300 dollari in più – dovrebbe deprimere la domanda, spostando l’interesse dei consumatori verso alternative più economiche o verso l’attesa.
Ma il caso del Steam Deck dimostra che, quando l’offerta è strutturalmente limitata dalla scarsità di componenti (oggi i data center AI consumano oltre il 70 per cento della produzione globale di chip di memoria), anche un prezzo da “high-end” non frena chi desidera mettere le mani sull’hardware. libero
I segnali in tal senso erano già visibili nelle settimane precedenti, quando Valve aveva iniziato a ricevere ingenti spedizioni di “console” dalla Cina; molti avevano sperato si trattasse delle scorte per la nuova Steam Machine, ma si è scoperto trattarsi invece di rifornimenti per il Deck, che il gigante del software ha preferito accumulare prima di riaprire i cancelli dello store. libero
Il risultato è stato un esaurimento in meno di 24 ore, a dimostrazione che, in questo particolare frangente storico, la volatilità dei prezzi viene accettata pur di assicurarsi un prodotto che, di fatto, non ha una concorrenza diretta quando si parla di rapporto tra libreria PC e portabilità.
Resta solo da chiedersi se, quando finalmente la Steam Machine verrà svelata, il pubblico sarà disposto a sostenere un esborso probabilmente ben superiore alle attese iniziali, o se la bolla della domanda per l’hardware da gioco, gonfiata dalla scarsità, sia destinata prima o poi a sgonfiarsi. libero




