Harriet Sperling, il look da sposa e l’abito in pizzo bianco: le Jimmy Choo e le damigelle in stile boho chic

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel cuore delle Cotswolds, dove la campagna inglese si veste di un verde intenso, si è consumato uno degli eventi mondani più attesi della stagione, un matrimonio che ha sapientemente intrecciato la riservatezza più assoluta – la cerimonia si è svolta tra le antiche mura della chiesa di All Saints a Kemble, edificio che può accogliere non più di ottanta persone – con la sontuosità tipica delle grandi occasioni reali.

A coronare il sogno d’amore sono stati Peter Phillips, figlio della Principessa Anna e nipote maggiore della defunta Regina Elisabetta II, e Harriet Sperling, infermiera pediatrica in forza al Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS). La coppia, legata sentimentalmente da ormai due anni e con alle spalle precedenti esperienze matrimoniali, ha ufficializzato la propria unione in un contesto intimo, lontano dai riflettori del grande pubblico, sebbene la lista degli invitati leggesse come un vero e proprio chi è chi della nobiltà britannica.

L'abito firmato Emilia Wickstead e il diadema storico

L’attenzione degli osservatori, inevitabilmente, si è concentrata sull’abito nuziale di Harriet Sperling, una creazione che ha saputo coniare la tradizione con un’eleganza discreta ma ricercata. La sposa ha scelto un modello firmato Emilia Wickstead, un column dress in pizzo e crepe italiano, caratterizzato da uno scollo quadrato e da una schiena scoperta che lasciava intravedere la silhouette.

A impreziosire il look, un corpino removibile in pizzo trasparente che aggiungeva un velo di pudore con il suo collo alto e le maniche lunghe, dettaglio, quest’ultimo, che ha conferito al vestito un’aria romantica e vagamente retrò. A completare l’apparato, un lungo strascico di quasi tre metri che le damigelle – tra cui le figlie degli sposi, Savannah, Isla e Georgina – hanno avuto il compito di sorreggere durante l’ingresso in chiesa, un gesto simbolico che ha unito le due famiglie ancora prima dello scambio delle fedi.

Il tocco di autentico gioiello è arrivato dal diadema, un pezzo storico di diamanti e perle firmato Pragnell, la stessa gioielleria che ha realizzato l’anello di fidanzamento e gli orecchini indossati per l’occasione. Per quanto riguarda le calzature, la scelta è caduta sulle classiche décolleté in raso avorio di Jimmy Choo, un classico senza tempo che ha completato un quadro di raffinata semplicità.

Il look delle damigelle e la scelta "boho chic"

Se la sposa ha brillato di luce propria, particolare attenzione è stata riservata anche al corteo nuziale, in particolar modo alle tre damigelle che, con il loro look coordinato, hanno introdotto una ventata di stile boho chic nella cerimonia. Le giovani figlie degli sposi, Savannah Phillips (15 anni), Isla Phillips (14 anni) e Georgina Sperling, hanno indossato creazioni firmate anch’esse da Emilia Wickstead, studiate per armonizzarsi con l’abito della sposa senza competere con esso.

Sebbene i dettagli specifici dei loro vestiti non siano stati divulgati in maniera massiccia, la stampa specializzata le ha descritte come perfettamente in linea con l’estetica country e informale delle Cotswolds, un luogo dove la natura fa da padrona e dove l’eleganza si traduce in leggerezza.

L’intera produzione, del resto, è stata curata da Peregrine Armstrong Jones di Bentleys Entertainment, lo stesso professionista che aveva organizzato il ventunesimo compleanno di Peter Phillips al Castello di Windsor, a dimostrazione di un gusto consolidato per gli eventi di alto profilo ma dal sapore familiare.

La festa a Gatcombe Park e gli invitati illustri

Terminata la funzione religiosa nella storica cornice di All Saints – una chiesa anglicana considerata tra gli edifici religiosi più antichi del Gloucestershire – gli invitati si sono spostati nella vicina tenuta di Gatcombe Park, la residenza di campagna della Principessa Anna, madre dello sposo. È qui che ha avuto luogo il ricevimento di nozze, un evento che ha visto la partecipazione pressoché completa dei membri più alti in carica della famiglia reale, nonostante la volontà degli sposi di mantenere un profilo basso.

Tra i presenti, oltre naturalmente a Re Carlo III e alla Regina Camilla, spiccavano la Principessa del Galles, Kate Middleton, giunta con un tailleur di un delicato rosa confetto firmato Roland Mouret, e il Principe William, insieme a una schiera di aristocratici che includeva Zara Tindall, la principessa Eugenie e Beatrice, accompagnate dai rispettivi mariti.

L’atmosfera, come si conviene a un matrimonio celebrato nella contea di Gloucester, è stata descritta come gioiosa ma composta, un perfetto equilibrio tra il dovere istituzionale (simboleggiato dalla presenza del Sovrano, che poi ha lasciato la festa per recarsi all’Epsom Derby) e l’autentica celebrazione familiare.

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