Alfonso Signorini denunciato per violenza sessuale ed estorsione: l'ex concorrente Medugno si costituisce parte civile
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La serata della vigilia di Natale ha portato con sé una nuova, pesante, svolta nel caso che sta scuotendo il mondo della televisione. Antonio Medugno, già volto noto per la partecipazione al Fratello, ha formalizzato una denuncia-querela contro il conduttore Alfonso Signorini, depositando agli atti della Procura della Repubblica di Milano un documento che solleva accuse gravissime. Affidandosi alla difesa degli avvocati Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella, il giovane ha chiesto ai magistrati di procedere, in via principale, per i reati di violenza sessuale e di estorsione. Nella richiesta, che va ad aggiungere un tassello giudiziario distinto rispetto alla già avviata inchiesta per revenge porn, si legge anche l’invito agli inquirenti a verificare «l'eventuale sussistenza di ulteriori reati» e la possibile «individuazione di altri responsabili», una frase che lascia intendere come la vicenda potrebbe avere ramificazioni più ampie di quelle finora emerse pubblicamente.
Il contraltare legale: la difesa di Signorini attacca Corona
Dal fronte opposto, l’avvocato Andrea Righi, legale di Alfonso Signorini, ha replicato con toni altrettanto decisi, ribaltando l’intera narrazione e puntando il dito contro l’accusatore originario, Fabrizio Corona. Righi, commentando quelle che ha definito come «notizie di stampa» riguardanti l’interrogatorio dell’autore di Falsissimo, ha dichiarato che «la verità potrebbe in futuro emergere anche da elementi nuovi e sorprendenti». In particolare, il legale ha gettato un sasso nello stagno affermando che Corona gestirebbe un’agenzia attraverso la quale prometterebbe di «procurare la possibilità di entrare al Fratello» in cambio di somme di denaro, quantificate in cinquantamila o persino centomila euro. Un’accusa, questa, che riprende e specchia quella mossa da Corona nei confronti di Signorini, dipingendo un quadro di presunti traffici di influenze attorno al noto programma televisivo.
Il quadro processuale: un fascicolo aperto e scenari possibili
Attualmente, l’unico fascicolo formalmente iscritto nel registro degli indagati riguarda Fabrizio Corona, per il reato di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. È proprio questa inchiesta, scaturita dalle rivelazioni e dai filmati diffusi nelle puntate del podcast Falsissimo, ad aver permesso alle forze dell'ordine di sequestrare un consistente volume di materiale digitale, comprendente fotografie, video e conversazioni private. Quel materiale, secondo quanto trapelato, potrebbe rivelarsi utile non solo per l’indagine principale, ma anche per far luce su altri profili, incluso quello che vede ora Signorini nel ruolo di indagato potenziale per le ipotesi di violenza sessuale e tentata estorsione sollevate da Medugno. Una massa di elementi, insomma, che gli investigatori dovranno vagliare con attenzione per districare le reciproche responsabilità.
Le origini pubbliche dello scandalo
La bufera pubblica, che ha preceduto di settimane l’atto formale di Medugno, era esplosa a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Fabrizio Corona. L’ex fotografo, diventato protagonista del suo stesso show mediatico, aveva parlato davanti alle telecamere di un presunto «sistema Signorini», una macchina organizzativa che, a suo dire, avrebbe gestito l’accesso al cast del reality in cambio di prestazioni sessuali, usando espressioni iperboliche e plateali per annunciare presunte prove schiaccianti. Ora, con la costituzione di parte civile di un presunto diretto interessato, le accuse escono dalla dimensione dello spettacolo e approdano in un’aula di tribunale, dove dovranno essere valutate esclusivamente sulla base delle prove e delle testimonianze raccolte, lontano dai riflettori e dalle dichiarazioni a effetto.




