Indagine sulla cosca Araniti coinvolge il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria e membro del Partito Democratico, è stato coinvolto in un'indagine legata alla cosca di 'Ndrangheta degli Araniti. La Procura della Repubblica considera Daniel Barillà, un cittadino incensurato che ha sempre fatto politica, come il referente politico della cosca.

Falcomatà e la sua conoscenza di Barillà

Falcomatà ha ammesso di conoscere Barillà durante un evento a Palazzo San Giorgio. Ha dichiarato di essere "tranquillo e sereno", sottolineando di aver sempre "operato per la legalità". Ha inoltre ricordato come, nel corso dei suoi dieci anni di amministrazione, ha dovuto affrontare altre vicende giudiziarie e che farà lo stesso anche questa volta, rispettando pienamente la magistratura.

Le accuse di voto di scambio

Oltre a Falcomatà, sono coinvolti nell'inchiesta anche Francesco Sera, consigliere comunale del Partito Democratico, e Giuseppe Neri, capogruppo al Consiglio regionale di FdI. Questa indagine fa parte dell'operazione "Ducale", che ha portato all'esecuzione di 14 misure cautelari.

Le reazioni alla notizia

Klaus Davi, giornalista e critico di Falcomatà, ha chiesto le dimissioni del sindaco, sostenendo che la sua elezione è stata influenzata dalla 'Ndrangheta. Davi ha affermato di non essersi pentito di non aver appoggiato Falcomatà durante il ballottaggio del 2020, poiché aveva percepito un "odore nauseabondo". Ha sottolineato che nulla di personale contro Falcomatà e la sua presunzione di innocenza che vale per tutti.

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