Unionmeccanica-Confapi, firmato il rinnovo del contratto per i metalmeccanici delle Pmi
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Redazione Economia
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Un’intesa che riguarda oltre quattrocentocinquantamila lavoratori sparsi in quarantaduemila aziende, e che arriva dopo mesi di trattative serrate condotte nella sede romana di Confapi: ieri, giovedì 4 giugno, il presidente nazionale di Unionmeccanica Confapi, il lecchese Luigi Sabadini, ha siglato l’ipotesi di Accordo per il rinnovo del Ccnl destinato agli addetti della piccola e media industria metalmeccanica, orafa e all’installazione di impianti.
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Il documento, che avrà una validità quadriennale coprendo il periodo che va dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2028, è stato sottoscritto insieme ai rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, riaffermando così – almeno nelle intenzioni delle parti – il ruolo di questo strumento come principale riferimento contrattuale per il comparto. ilsole24ore +1
Un incremento da duecento euro in cinque tranches e il rafforzamento del welfare
La voce più rilevante dell’accordo, quello che probabilmente peserà di più nelle prossime valutazioni dei lavoratori chiamati a esprimersi nelle assemblee, riguarda naturalmente la parte economica.
L’intesa prevede un aumento complessivo di duecento euro lordi mensili calcolati sul quinto livello, quello più rappresentativo della categoria, un incremento che i sindacati hanno definito superiore all’inflazione prevista per il quadriennio. ilsole24ore +1
Questo importo non arriverà tutto in una volta, ma verrà erogato attraverso un meccanismo graduale: dopo le anticipazioni già corrisposte a giugno e settembre del 2025 (rispettivamente di 27,90 e 22,10 euro), i lavoratori riceveranno ulteriori tranches di 50 euro a giugno 2026, 45 euro a giugno 2027 e infine 55 euro a giugno 2028. fiom-cgil +1
Non solo: la cifra del welfare contrattuale, già una misura consolidata, passerà dagli attuali duecento a duecentocinquanta euro a partire dal giugno del 2028, mentre il contributo per la sanità integrativa è stato anch’esso oggetto di una revisione al rialzo. fiom-cgil +1
Novità su turni, permessi e la stretta sui contratti a termine
Ma il rinnovo non si limita a mettere mano ai minimi tabellari, perché una parte sostanziale del negoziato ha riguardato anche le cosiddette “parti normative”, quelle cioè che disciplinano l’organizzazione concreta del lavoro e i diritti sul posto di lavoro.
Tra le misure più concrete spicca la riduzione di quattro ore dell’orario per quei dipendenti che operano in sistemi particolarmente gravosi, ovvero con oltre quindici turni settimanali, una novità che mira a migliorare le condizioni di chi è sottoposto a ritmi intensi. ilsole24ore +1
Sul fronte della gestione dei rapporti precari, è stata introdotta una clausola di stabilizzazione che fissa al venti per cento la quota di contratti a termine che dovranno essere trasformati a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il personale in somministrazione, il cosiddetto staff-leasing, viene riconosciuto il diritto di assunzione dopo quarantotto mesi di lavoro continuativo. fiom-cgil +1
Più tutele per chi è malato e l’attenzione alle pari opportunità
L’accordo, che la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha definito un risultato importante capace di tutelare il potere d’acquisto, ha inserito anche tutele specifiche per situazioni di fragilità personale e familiare.
Un capitolo riguarda i lavoratori con patologie oncologiche o con disabilità, per i quali sono state rafforzate le coperture e le tutele; un altro interviene sulla malattia dei figli minori, prevedendo tre giorni di permesso retribuito qualora il bambino abbia un’età inferiore ai quattro anni. fiom-cgil +1
Sul versante della genitorialità e dell’inclusione, Luigi Sabadini ha sottolineato come la vera innovazione risieda nella volontà di disciplinare e promuovere una cultura della pari opportunità all’interno degli ambienti produttivi, in linea con l’evoluzione del quadro normativo europeo. fiom-cgil +1
L’intesa ribadisce infine la condanna di ogni forma di discriminazione e introduce strumenti per ridurre il divario retributivo di genere, anche se saranno le prossime assemblee di lavoratrici e lavoratori – la cui consultazione si concluderà a fine luglio – a dare il verdetto definitivo su questo pacchetto. fiom-cgil +1




