Vimercate piange Cristian Mauri, lutto cittadino e funerali in ricordo dell’escursionista

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La città di Vimercate si ferma per rendere omaggio a Cristian Mauri, il 48enne brianzolo scomparso tragicamente lo scorso fine settimana sulla Grignetta, insieme all’amico e collega Paolo Bellazzi, coetaneo originario di Cavenago. L’Amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino per sabato 15 febbraio, giorno in cui si svolgeranno le esequie civili di Mauri, con le bandiere esposte a mezz’asta. Una decisione che sottolinea il profondo legame tra il cittadino e la sua terra, oltre al dolore per una perdita che ha scosso l’intera comunità.

Cristian, noto per la sua passione per la montagna e per il suo impegno come allenatore degli esordienti della squadra di calcio locale, sarà ricordato al Centro Sportivo Leon Arena di Vimercate, dove alle 10 si terrà la cerimonia funebre. Paolo Bellazzi, invece, verrà salutato nel pomeriggio, alle 14.30, nella chiesa di Cavenago Brianza, paese in cui è cresciuto e dove ha lasciato un segno indelebile.

L’incidente, avvenuto nel Canale Caimi della Grignetta, ha riportato alla memoria un’altra tragedia che sette anni fa colpì la stessa zona, quando persero la vita Ezio Artusi e Giovanni Giarletta, noti volontari del Soccorso Alpino. Le condizioni meteorologiche avverse, che hanno caratterizzato entrambi gli eventi, sembrano essere state una concausa determinante, sollevando interrogativi sulla sicurezza e sulla preparazione necessaria per affrontare percorsi tanto impervi.

La raccolta fondi avviata in memoria di Cristian, oltre a essere un gesto di solidarietà verso la famiglia, rappresenta un modo per tenere viva la sua eredità, legata allo sport e alla montagna. Un tributo che, pur nella sua semplicità, unisce chi ha conosciuto l’uomo e chi ne ha sentito parlare per la sua dedizione e il suo entusiasmo.

Il cordoglio per i due escursionisti non si limita ai confini di Vimercate e Cavenago, ma si estende a tutta la Brianza, dove la notizia della loro scomparsa ha lasciato un vuoto difficile da colmare. La montagna, spesso luogo di sfida e libertà, si è trasformata ancora una volta in uno scenario di dolore, ricordando a tutti quanto sia fragile il confine tra passione e rischio.

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