Toyota C-HR , l'elettrica che non ti aspetti. Ecco come va il suv coupé giapponese
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Redazione Economia
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Non è semplicemente la versione a batteria del modello che abbiamo imparato a conoscere, quel C-HR ibrido che in Europa, tra prima e seconda generazione, ha superato abbondantemente il milione di esemplari venduti. Il nuovo C-HR+, che abbiamo avuto modo di guidare in anteprima a Faro, in Portogallo, rappresenta un progetto inedito, sviluppato integralmente attorno alla piattaforma e-TNGA dedicata ai Bev e pensato per rispondere con maggiore incisività alle esigenze di un mercato, quello delle auto elettriche, in continua evoluzione. La produzione, iniziata in Giappone nello scorso mese di gennaio, prelude a un lancio italiano fissato per il prossimo maggio, con un weekend inaugurale che coinvolgerà la rete di concessionari.
L’estetica, pur richiamando in modo inequivocabile la silhouette da crossover coupé che ha decretato il successo del suo antenato, subisce un’evoluzione sostanziale nelle proporzioni. Crescono le dimensioni — con una lunghezza che supera i quattro metri e mezzo, sedici centimetri in più rispetto al modello ibrido — e questo incremento si traduce in un abitacolo più vivibile, specie per i passeggeri posteriori, e in un bagagliaio dalla capacità fino a 416 litri. Il frontale, con la sua firma luminosa a sviluppo orizzontale che richiama la testa di un martello, e le superfici scolpite della carrozzeria, non sono solo elementi stilistici ma concorrono a definire un coefficiente aerodinamico studiato per ottimizzare l’efficienza complessiva del veicolo.
Autonomia e powertrain, la doppia anima della gamma elettrica
La gamma motorizzazioni, e qui sta il cuore dell’offerta, si articola attorno a due diversi tagli di batteria agli ioni di litio. L’unità di base da 57,7 kWh alimenta le versioni a trazione anteriore, forti di una potenza di 123 kW (l’equivalente di 167 cavalli) e di un’autonomia dichiarata, secondo il ciclo Wltp, fino a 458 chilometri; una percorrenza che la rende adatta a un utilizzo prevalentemente urbano e periurbano. Chi invece ricerca il miglior compromesso tra capacità di carica e possibilità di viaggiare senza ansie troverà nella batteria da 77 kWh la soluzione più congeniale. In questo caso, sulla versione a trazione anteriore da 165 kW (224 cavalli), l’autonomia tocca il suo apice, raggiungendo quota 607 chilometri Wltp, il valore più alto nell’attuale offerta Bev della casa giapponese.
Al vertice della gamma si posiziona la variante con doppio motore e trazione integrale, che sviluppa una potenza complessiva di 252 kW, pari a 343 cavalli. In questo caso, la batteria da 77 kWh, sollecitata da prestazioni decisamente più brillanti, vede l’autonomia ridursi a 507 chilometri Wltp, un dato comunque più che dignitoso considerando lo scatto da 0 a 100 km/h coperto in soli 5,2 secondi. Durante la prova, la versione Awd ha dimostrato proprio quel carattere: una partenza fulminea, sfruttando la coppia immediata tipica dell’elettrico, unita a un comfort di marcia e a una silenziosità di rotolamento che testimoniano l’accurato lavoro di insonorizzazione e di messa a punto delle sospensioni.
Ricaricare senza pensieri, dalla colonnina alla wallbox di casa
Sul fronte della ricarica, Toyota ha dotato il C-HR+ di tecnologie pensate per ridurre i tempi morti. Il caricatore di bordo in corrente alternata è da 11 kW per tutte le versioni, ma sull’allestimento Premium (o High, a seconda dei mercati) si sale a 22 kW, un valore che consente di sfruttare al meglio le colonnine pubbliche in trifase e di abbattere i tempi di ricarica domestica se supportati dall’impianto adeguato. Per le soste lungo i tragitti autostradali, la ricarica rapida in corrente continua arriva fino a 150 kW: in circa mezz’ora, dichiara la casa, si passa dal 10 all’80% della capacità, un intervallo che su un viaggio lungo corrisponde a una pausa caffè tutto sommato fisiologica. A facilitare le operazioni, soprattutto nei mesi invernali, ci pensa il sistema di precondizionamento della batteria, attivabile manualmente o in automatico attraverso il navigatore quando si imposta una sosta di ricarica, portando le celle alla temperatura ideale per assorbire più rapidamente energia.
L’abitacolo, dove abbiamo trascorso diverse ore di guida, colpisce per la qualità percepita e per la scelta di materiali, in parte sostenibili, che nulla hanno da invidiare a segmenti superiori. Domina la scena un display centrale da 14 pollici, dal quale si governano gran parte delle funzioni di bordo, dalla climatizzazione alla navigazione, mentre la strumentazione digitale davanti al pilota, posizionata in modo da essere sempre ben leggibile, fornisce tutte le informazioni necessarie senza distrarre. La dotazione tecnologica, che include il pacchetto Toyota Safety Sense con i più avanzati sistemi di assistenza alla guida, è completata dalla possibilità di gestire da remoto, tramite l’app MyToyota, la climatizzazione abitacolo e le operazioni di ricarica.
Listino e allestimenti, una strategia per conquistare l’Europa
Per quanto riguarda i prezzi per l’Italia, il listino del C-HR+ parte da 40.800 euro per la versione base con batteria da 57,7 kWh, salendo a 43.800 euro per la variante Icon a trazione anteriore con batteria da 77 kWh e fino a 49.800 euro per la top di gamma Premium da 343 cavalli e trazione integrale. Sfruttando gli incentivi statali, che in fase di lancio possono arrivare fino a 11.000 euro, il prezzo d’attacco può scendere sensibilmente, arrivando a toccare quota 25.950 euro. A ciò si aggiunge, per chi ordina nel periodo di lancio, la proposta della home charger originale con installazione compresa, un incentivo concreto a rendere la ricarica domestica semplice e immediata. Toyota, con questa operazione, cerca di ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel mercato delle auto elettriche, proponendo un prodotto maturo, completo e in grado di parlare sia a chi cerca un’auto per la famiglia sia a chi, come le flotte aziendali, valuta con attenzione i costi di gestione e l’autonomia reale.




