Minnesota, killer in fuga dopo l’aggressione ai due politici democratici

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   "Potrei morire a breve". Con queste parole, scritte ai coinquilini poche ore prima dell’aggressione, Vance Boelter aveva lasciato presagire quello che sarebbe accaduto sabato mattina. Il 57enne, travestito da poliziotto, ha aperto il fuoco contro due esponenti del Partito Democratico del Minnesota, uccidendo la deputata Melissa Hortman e suo marito a Brooklyn Park, e ferendo il senatore John Hoffman e sua moglie a Champlin. Le tracce dei proiettili, ancora visibili sulle porte delle abitazioni, raccontano una violenza che le autorità non erano riuscite a prevenire nonostante i segnali preoccupanti.

La caccia all’uomo, coordinata dall’Fbi e dalle forze locali, prosegue senza esito. Boelter, che aveva votato per Donald Trump nel 2024 ma – stando alle dichiarazioni dell’amico David Carlson – evitava di discutere di politica, sembra essere svanito nel nulla. Nella stanza che condivideva con Carlson, la polizia ha trovato indizi che confermano il deterioramento delle sue condizioni mentali, ma nulla che indichi un movente chiaro. L’assenza di un manifesto o di minacce pubbliche rende il caso ancora più complesso da decifrare.

Quello che emerge, invece, è il metodo. L’uso di un uniforme falsa, la scelta di colpire nelle prime ore del mattino e la precisione con cui ha individuato le vittime suggeriscono un piano premeditato. Melissa Hortman, ex presidente della Camera del Minnesota, e John Hoffman, noto per le sue battaglie sui diritti civili, erano figure di spicco nel panorama progressista dello Stato. Ma al momento non ci sono elementi che colleghino direttamente le loro posizioni politiche alla furia dell’aggressore.

Intanto, i residenti delle due città coinvolte vivono con apprensione l’incertezza. Le scuole hanno aumentato i controlli, mentre i negozianti raccontano di aver visto pattuglie perlustrare le strade con frequenza insolita. "Sapevamo che era strano, ma non immaginavamo questo", ha confessato un vicino di casa di Boelter, che ora si interroga su eventuali segnali trascurati.

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