De Sio si confessa a “Verissimo”: “A 12 anni presi le pillole di mia madre per farmi notare”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel salotto televisivo più seguito del fine settimana, quello di “Verissimo” condotto da Silvia Toffanin, l’attrice Giuliana De Sio ha scelto di abbassare la maschera pubblica per mostrare il volto più intimo e, a tratti, doloroso della sua lunga carriera. Ospite del programma di Canale 5, la vincitrice di due David di Donatello ha ripercorso non solo i successi sul set o sul palcoscenico – quel teatro che frequenta fin dall’età di cinque anni – ma ha scavato nel vissuto personale con una sincerità che ha lasciato il pubblico a bocca aperta. La confessione più cruda riguarda un episodio drammatico risalente alla preadolescenza, quando aveva appena dodici anni. In un passaggio dell’intervista, l’attrice ha rivelato di aver ingerito dei farmaci appartenuti alla madre, un gesto estremo che non aveva però, nelle sue intenzioni profonde, la volontà di morire quanto piuttosto un disperato bisogno di attirare l’attenzione su di sé. "Volevo provocare uno tsunami", ha spiegato De Sio, paragonando quell’atto inconsulto alla sua "prima rappresentazione teatrale", un grido silenzioso lanciato in un contesto familiare reso difficile dall’instabilità della madre.

“Avevo bisogno di attenzioni”: l’infanzia difficile e la fuga nella psicanalisi

L’attrice, che oggi a 69 anni guarda al passato con la lucidità dell’esperienza, ha descritto il clima in cui è cresciuta con toni netti e senza autoassoluzioni. "Avevo una madre che beveva, era molto instabile", ha confessato, gettando luce su un’infanzia segnata dalla mancanza di quelle certezze affettive che per una bambina sono fondamentali. Quella fragilità domestica la spinse a cercare altrove la stabilità che non trovava tra le mura domestiche. Appena maggiorenne, appena diciottenne, la fuga: lasciò la casa familiare per costruirsi una vita indipendente. Ma la consapevolezza di non potercela fare da sola fu immediata. Con i primi soldi guadagnati sul campo, De Sio non esitò a investire in quello che le era mancato: "Mi sono pagata una persona di servizio e uno psicanalista", ha rivelato, aggiungendo di aver avuto bisogno di "accudimento e ascolto". Una confessione che racconta molto della determinazione della donna, capace già in giovane età di diagnosticare le proprie ferite e di cercare gli strumenti per guarirle, anche a costo di sembrare fuori dagli schemi.

La sindrome dell’impostore e l’addio all’amore

Nonostante i trionfi professionali – una carriera costellata di ruoli intensi e plausi della critica – Giuliana De Sio ha ammesso di non aver mai completamente domato quella che definisce la "sindrome dell’impostore". Lontana dall’essere una mancanza di autostima, l’attrice la descrive piuttosto come il carburante che tiene acceso il motore dell’artista: "Il dubbio ti porta avanti, ti dà una benzina in più", ha chiarito. Parlando del presente, il racconto si è fatto più leggero ma non per questo meno sincero, specialmente quando ha toccato il tema dei sentimenti. Oggi, single e dichiaratamente serena, De Sio ammette di aver detto addio alle "scene dell’amore" molto presto. "L’ultima storia risale a più di vent’anni fa", ha rivelato, confessando il "pericolo" concreto di essersi innamorata della solitudine. Un’esistenza, la sua, dove il piacere di tornare a casa e fare "quel cavolo che ti pare" senza dover rendere conto a nessuno ha preso il posto delle dinamiche di coppia, suggellando una fase della vita dedicata esclusivamente all’autodeterminazione.

Coachella, la pop star Sabrina Carpenter accusata di islamofobia per una reazione a uno “Zaghrouta”

Mentre nel salotto di Canale 5 si parlava di teatro e dolore rimosso, dall’altra parte del mondo, nei deserti della California, un episodio di cronaca leggera ha assunto i contorni di una bufera social. La cantante Sabrina Carpenter, impegnata come headliner al celebre festival di Coachella, si è trovata al centro di un’accusa pesante: quella di islamofobia. L’incidente è avvenuto durante la sua esibizione, quando una donna tra il pubblico ha lanciato un grido acuto e vibrante, tipico della tradizione mediorientale e nordafricana, noto come "Zaghrouta". Un suono che in quelle culture rappresenta gioia incontenibile, spesso riservato a matrimoni, nascite o grandi festeggiamenti. Da anni, del resto, gli appassionati di "Striscia la Notizia" riconoscono questo particolare vocalizzo nell’urlo con cui l’inviata Rajae Bezzaz conclude i suoi servizi.

La cantante, fraintendendo la natura del richiamo, lo ha scambiato per uno "yodel" (il tipico canto tirolese), commentando con stizza: "Non mi piace". Nonostante la spettatrice tentasse di spiegare che si trattava di una manifestazione culturale, la reazione della pop star – che ha ribattuto con toni tra il sarcastico e il fastidioso chiedendo se quello fosse "Burning Man" – è apparsa ai più come una mancanza di rispetto. Il video dell’accaduto ha fatto rapidamente il giro del web, accumulando decine di milioni di visualizzazioni e scatenando l’indignazione di chi ha letto in quelle parole una deriva xenofoba. Di fronte alla pressione mediatica, la stessa Carpenter è dovuta intervenire pubblicamente per spegnere la polemica. In un messaggio pubblicato sui social, ha ammesso di "aver potuto gestire meglio la situazione", giustificandosi con la confusione del momento e l’incapacità di sentire chiaramente, aggiungendo infine, con una nota ironica, che d’ora in poi avrebbe "accolto tutti i tipi di urla e yodel".

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