Trapani Shark, tra minacce alla sicurezza e nuove penalizzazioni: il club denuncia disparità di trattamento

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La serata di basket al Palashark si annuncia carica di tensioni, non solo per il confronto sul parquet contro Dolomiti Trento, ma per una decisione presa dalla società in seguito al ritrovamento di messaggi di stampo criminale nelle chat di alcuni gruppi di tifosi. La Trapani Shark, che ha prontamente inoltrato il materiale alle forze dell’ordine, ha reso noto che stasera non sarà permesso introdurre megafoni, aste, bandiere e, in generale, qualsiasi oggetto che possa trasformarsi in un’arma contundente. Una misura drastica, motivata dalla necessità di garantire l’incolumità di tutti, alla quale si accompagna la comunicazione di una lista di persone a cui verrà vietato l’ingresso. L’obiettivo, come si legge nella nota del club, è ricordare a coloro i quali "hanno dimenticato che ci sono leggi e regole da rispettare" che un impianto sportivo non è una zona franca, ma un luogo dove la sicurezza deve essere preservata a ogni costo, soprattutto quando circolano intimidazioni così esplicite.

Un’altra penalizzazione arriva dal Tribunale Federale

Mentre si prepara ad affrontare l’emergenza sicurezza, la società deve fare i conti con un nuovo, duro colpo sul fronte sportivo-giudiziario. Il Tribunale Federale Nazionale ha infatti inflitto alla Trapani Shark un’ulteriore penalizzazione di due punti in classifica e un’inibizione di due anni al presidente. La motivazione, che la definisce "un’accusa assurda e infondata", riguarda presunte irregolarità su rimborsi di 2.000 e 10.000 euro a due ex giocatori della stagione 2023/2024. La società ribatte con veemenza, sottolineando come quegli atleti non fossero più tesserati per la stagione successiva e domandandosi come possa essere considerata falsa la dichiarazione del presidente del 16 giugno 2025, la quale attestava il pagamento di tutti gli obblighi verso i tesserati attivi in quel preciso momento. Una vicenda che, secondo il club, si inserisce in un quadro più ampio e penalizzante.

Il documento che potrebbe cambiare tutto

Proprio in merito a questo contesto, la Trapani Shark ha reso pubblico di aver ricevuto, in data 7 gennaio 2026, un file di cui si sta verificando l’attendibilità. Quel documento, se autentico, dimostrerebbe – secondo quanto afferma la società – "in maniera clamorosa" una evidente disparità di trattamento e un diverso atteggiamento degli organi federali nei confronti delle altre squadre, rispetto a quanto patito dalla compagine trapanese. La sensazione, espressa senza mezzi termini, è quella di essere stati "letteralmente spazzati via in meno di 45 giorni con un piano stabilito a tavolino", una percezione di accanimento che trova in questa ultima prova potenziale un elemento di gravità inedita e che alimenta la rabbia della dirigenza.

La battaglia per la verità continua

Davanti a questi sviluppi, la società non intende arretrare e annuncia che opporrà la decisione del TFN "nelle sedi opportune", ribadendo la volontà di combattere per ciò che definisce verità. La vicenda giudiziaria, che si interseca con la complessa gestione della sicurezza in un momento di grande fragilità, delinea un quadro in cui il club si sente sotto assedio su più fronti. Tra le righe delle comunicazioni ufficiali traspare la fatica di un organismo sportivo costretto a lottare contemporaneamente contro minacce esterne, che mettono a rischio l’ordine pubblico, e contro decisioni federali percepite come ingiuste e parziali, mentre la stagione prosegue il suo corso tra mille difficoltà.

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