Adolescenti sempre più dipendenti dalla nicotina: il primo ‘svapo’ sotto i 13 anni

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SALUTE

Redazione Salute Redazione Salute   -   Non è più solo il fumo a preoccupare gli esperti riuniti a Milano, ma un fenomeno molto più pervasivo che riguarda la dipendenza a 360 gradi.

Durante la seconda giornata della European Conference on Tobacco or Health (ECToH), l’evento – organizzato dalla Lega Italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) – ha restituito un quadro epidemiologico preciso: circa 4 milioni di adolescenti europei, con un’età compresa tra i 13 e i 15 anni, utilizzano regolarmente prodotti a base di tabacco.

E c’è di più: in molti Paesi, come nel Regno Unito, le sigarette elettroniche stanno ormai superando quelle tradizionali tra i più giovani, segnando un cambio di paradigma nelle abitudini di consumo. askanews +3

Un’età di inizio sempre più precoce

I numeri relativi all’approccio iniziale con questi dispositivi sono, a loro volta, eloquenti. Quasi un ragazzo su sette, nella fascia d’età tra i 15 e i 18 anni, ha infatti ‘svapato’ la sua prima sigaretta elettronica prima ancora di compiere 13 anni.

Questa precocità, che rappresenta il vero nodo della questione per i clinici presenti al congresso milanese, fotografa una realtà difficile da ignorare: non ci si trova più di fronte a una semplice recrudescenza del tabagismo classico, ma a una nuova ondata di dipendenza dalla nicotina.

I nuovi prodotti, che vanno dalle e-cig ai dispositivi a tabacco riscaldato fino alle nicotine pouches (le bustine orali), stanno ridefinendo il rapporto dei giovanissimi con la sostanza, spesso aggirando la percezione del rischio. laprovinciacr +3

La portata dell’epidemia in Europa e in Italia

Se si allarga lo sguardo al dato aggregato, l’emergenza sanitaria diventa ancora più chiara. In tutta l’Unione Europea, i consumatori di tabacco e nicotina sono ancora 179 milioni, un esercito che causa quasi 700mila morti ogni anno.

L’Italia, dal canto suo, contribuisce a questa statistica con 12,4 milioni di consumatori, una cifra che include sia chi è legato alle sigarette tradizionali sia chi ha adottato le nuove pratiche di ‘svapo’ o inalazione.

I dati – emersi proprio nel corso della conferenza milanese, che ha visto susseguirsi interventi scientifici di alto profilo – hanno fornito la base fattuale per le discussioni successive. rainews +3

La ‘Milan Declaration’ e la sfida normativa

È proprio davanti a questo scenario che si è inserita la cosiddetta “Milan Declaration”, il documento programmatico con cui ECToH ha lanciato un appello preciso alle istituzioni europee. L’obiettivo dichiarato, ambizioso ma circostanziato, è quello di arrivare a una generazione libera dalla nicotina entro il 2040.

Per farlo, però, la dichiarazione chiede un giro di vite normativo: sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e pouches devono essere regolati con la stessa severità riservata al tabacco tradizionale.

Tra le richieste, spiccano lo stop alla pubblicità mirata ai minori, un inasprimento della tassazione per ridurre l’accessibilità economica – spesso un fattore chiave per gli adolescenti – e la creazione di “spazi liberi da nicotina” (Nicotine-Free Spaces for Healthier Cities), un concetto che estende i vecchi divieti di fumo agli aerosol dei nuovi device.

La conferenza, giunta alla sua decima edizione e ospitata per la prima volta in Italia dalla Lilt, si è così trasformata in un osservatorio privilegiato su una battaglia che, a detta degli addetti ai lavori, è ancora tutta da scrivere sul piano legislativo. rainews +3

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