Menopausa modifica il cervello, uno studio lega la fase a cali cognitivi e disturbi psicologici

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Secondo una ricerca guidata da scienziati dell’Università di Cambridge, che ha analizzato i dati di quasi 125.000 donne tratte dall’archivio britannico UK Biobank, la menopausa si associa a modifiche strutturali del cervello e a un peggioramento di alcune funzioni psicologiche. Lo studio, pubblicato il 27 gennaio 2026 sulla rivista Psychological Medicine, evidenzia come questa transizione fisiologica, inevitabile per metà della popolazione mondiale, non riguardi esclusivamente la sfera riproduttiva ma coinvolga, in modo misurabile, anche il sistema nervoso centrale. I ricercatori, suddividendo le partecipanti in donne in premenopausa, in postmenopausa senza terapia ormonale e in postmenopausa sottoposte a tale trattamento, hanno potuto osservare differenze significative tra i gruppi, alcune delle quali, peraltro, non sembrano essere mitigate dall’assunzione di ormoni.

Un calo di volume in aree cruciali per memoria ed emozioni

L’analisi delle neuroimmagini ha rivelato, nelle donne in postmenopausa, una riduzione del volume della materia grigia, quella che contiene i corpi cellulari dei neuroni, in regioni cerebrali fondamentali per processi come la memoria e la regolazione delle emozioni. Questo dato morfologico, che emerge dal confronto con il gruppo in premenopausa, fornisce una possibile base anatomica per comprendere una serie di sintomi spesso riferiti. Se ne trae, infatti, la conferma che i cambiamenti ormonali tipici di questa fase della vita, i quali – è bene ricordarlo – agiscono da modulatori dell’attività neuronale, lasciano una traccia visibile nella struttura stessa dell’organo.

Ansia, depressione e disturbi del sonno in aumento

Oltre alle alterazioni riscontrate nelle scansioni cerebrali, i questionari compilati dalle partecipanti hanno messo in luce un profilo psicologico tendenzialmente più complesso per chi ha superato la menopausa. I livelli di ansia e di sintomi depressivi, così come le difficoltà legate al sonno, risultano infatti maggiori rispetto a quanto riportato dalle donne ancora nella fase precedente. Si tratta di elementi che, sommandosi alle eventuali vampate di calore e agli altri segnali fisici, contribuiscono a definire un quadro complessivo che può influire sulla qualità della vita, senza che vi sia, al momento, una risposta terapeutica univoca e risolutiva.

La terapia ormonale sostitutiva e i suoi limiti nello studio

Un aspetto di particolare interesse emerso dalla ricerca riguarda gli effetti della terapia ormonale sostitutiva, la cui assunzione non sembra associarsi a una significativa attenuazione degli esiti precedentemente descritti. La riduzione del volume della materia grigia e l’aumento dei disturbi psicologici, stando ai dati presentati, permangono anche nel gruppo sottoposto a trattamento. L’analisi dei test cognitivi svolti da un sottogruppo di donne ha tuttavia mostrato un lieve vantaggio in un ambito specifico: la terapia, infatti, appare in grado di rallentare il declino nei tempi di reazione, suggerendo che alcuni benefici di tipo funzionale possano esserci, pur non riguardando la sfera emotiva o la struttura cerebrale nel suo complesso.

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