Giulia Salemi, 33 anni tra rinascite, look iconici e la cicatrice che non si cancella
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il primo aprile non è solo il giorno dedicato agli scherzi ma, per chi segue il mondo dello spettacolo, coincide con il compleanno di Giulia Salemi. Classe 1993, la showgirl e conduttrice nata a Piacenza spegne trentatré candeline, un traguardo che arriva in un momento particolarmente denso della sua esistenza, segnato dalla recente maternità e da una carriera che, dal 2014 a oggi, l’ha vista trasformarsi da promessa della tv a figura solida del panorama fashion e televisivo italiano.
Gli esordi, il coraggio silenzioso e una battaglia vinta in culla
Prima dei riflettori di Miss Italia, dove nel 2014 si classificò al terzo posto, la vita di Giulia Salemi aveva già preso una piega drammatica e, allo stesso tempo, fondamentale per la sua identità. Cresciuta con il padre Mario, agente di polizia, e la madre Fariba Tehrani, estetista di origini iraniane, portava con sé un segno invisibile ai più ma determinante: quello di un tumore sconfitto quando era ancora in fasce. Una massa al petto, scoperta dai genitori a causa di una tosse che la faceva soffocare di notte, richiese un intervento chirurgico d’urgenza quando lei aveva solo pochi mesi. La madre, in una intervista rilasciata anni fa a Di Più, raccontò quei giorni drammatici trascorsi in ospedale, un periodo in cui la piccola Giulia festeggiò il primo anno di vita in reparto e dove la paura lasciò spazio alla speranza solo dopo l’esito benigno dell’operazione.
Quell’intervento le ha lasciato una cicatrice a croce sul petto e una asimmetria fisica, una cicatrice che – come lei stessa ha avuto modo di spiegare in passato, smentendo le voci su presunti interventi di chirurgia estetica – non ha mai voluto cancellare. Quella ferita, che d’estate traspare sotto i costumi, è diventata il simbolo di una battaglia vinta, un dettaglio personale che rifiuta di nascondere e che racconta molto più di qualsiasi ritocco estetico.
Dal grande fratello alla passerella di Cannes, l’evoluzione di uno stile consapevole
Il percorso artistico di Salemi è stato costellato di passaggi televisivi importanti, dall’approdo a The Cage con Amadeus fino all’esperienza nel Grande Fratello Vip, che ha segnato un prima e un dopo nella sua popolarità e, non secondariamente, nella sua vita privata. Ma è nel campo della moda che la sua immagine ha subito una evoluzione degna di nota. Se agli esordi ci si ricordava di lei per certi outfit audaci (come quello che fece discutere al Festival del Cinema di Venezia), oggi lo stile di Giulia Salemi è diventato più maturo, sfoggiato con disinvoltura sui red carpet internazionali.
Nel 2025, al Festival di Cannes, la sua presenza in veste di ambassador L’Oréal ha regalato un momento di grande impatto visivo e contenutistico: un abito nero, scenografico, caratterizzato da giochi di trasparenze e da un velo che le copriva delicatamente il capo. Quell’abito, firmato dalla stilista iraniana Sara Behbud, non era solo un capo di alta moda, ma un vero e proprio manifesto cucito su misura. Realizzato nella sartoria del Centro Milano Donna, fu ricamato da donne vittime di violenza, diventando portavoce di un messaggio di resistenza femminile ispirato al movimento “Donne, Vita, Libertà”. Un modo, per lei, di unire le sue radici italiane e persiane a una sensibilità sociale sempre più marcata.
L’intimità di una festa sul lago e la dedica del compagno Pierpaolo Pretelli
Se il lato professionale la porta spesso sotto i riflettori, il trentatreesimo compleanno è stato invece celebrato lontano dal caos, in una dimensione raccolta e familiare. La location scelta per i festeggiamenti è stata il Lago di Como, dove Giulia si è circondata solo dei parenti più stretti e degli amici intimi. Tra le immagini che hanno fatto il giro dei social, spicca una torta dal messaggio ironico e realistico, recante la scritta “Stanca, stanca, stanca” – un riferimento evidente ai ritmi serrati della neo-mamma.
Proprio in questi giorni, la sua storia personale ha assunto i contorni di una famiglia allargata. Dalla relazione con Pierpaolo Pretelli, iniziata all’interno della Casa più spiata d’Italia, è nato il piccolo Kian lo scorso 10 gennaio 2025. Il compagno, ex velino e concorrente del GF, ha voluto omaggiarla pubblicamente con una dedica social, definendola “la mamma più bella del mondo”. Un gesto semplice, postato nelle storie di Instagram, che ritrae Giulia intenta a spegnere le candeline proprio accanto a quella torta dal significato quasi autoironico. Per Pretelli, questo è il secondo figlio dopo Leonardo, avuto dalla precedente relazione con Ariadna Romero; per Salemi, invece, rappresenta l’inizio di un capitolo totalmente inedito, che l’ha vista bilanciare gli impegni professionali con le notti in bianco e la gestione di un neonato.
Un percorso senza filtri tra estetica e trasparenza pubblica
Nel corso degli anni, Giulia Salemi ha imparato a gestire il confronto con il pubblico in modo diretto, spesso utilizzando i social come strumento di chiarificazione. Lontana dal voler nascondere le imperfezioni, ha più volte affrontato il tema dei presunti “ritocchi estetici” raccontando la verità sulla cicatrice e sull’operazione subita da bambina. Una scelta di trasparenza che ha contribuito a costruire l’immagine di una donna che non teme di mostrare la propria vulnerabilità, trasformandola in forza.
Dal 2014, anno degli esordi a Miss Italia, a oggi, il suo percorso è stato costellato di cambiamenti: fisici, professionali e personali. Dalle polemiche estetiche dei primi anni alla recente sfilata a Cannes, passando per la maternità, il suo racconto pubblico si è arricchito di sfumature, mantenendo però sempre un filo conduttore nella volontà di raccontarsi senza filtri. La carriera di conduttrice, le incursioni nel cinema e la costante presenza come opinionista e ospite in programmi di punta hanno consolidato il suo ruolo nel settore, mentre la vita privata, con la nascita di Kian e la stabilità della coppia con Pretelli, sembra averle fornito una nuova consapevolezza, lontana dagli eccessi giovanili ma non per questo meno esposta all’affetto del pubblico.




