Meloni lancia l'allarme: "Fomentano le piazze, la situazione può sfuggire di mano"
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Redazione Interno
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Da Roma, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo negli studi di "Porta a Porta", ha tracciato un quadro allarmante della situazione politica, pur senza adottare la parola "golpe" recentemente utilizzata dal ministro dell'Economia. Secondo la premier, esisterebbe un preciso tentativo da parte di un segmento della sinistra, il quale, seguendo una prassi che a suo dire non è nuova, punterebbe a raggiungere il governo attraverso strumenti non propriamente politici, come possono esserlo le vie giudiziarie o manovre di carattere finanziario.
La strategia comunicativa e la data simbolica
La scelta della data per l’intervista con Bruno Vespa, un interlocutore che lei frequenta assai più delle tradizionali conferenze stampa, non è stata casuale. L’anniversario del 7 ottobre è apparso funzionale a rilanciare quelle tesi contro l’opposizione che sono state elaborate nel laboratorio strategico di Palazzo Chigi, in collaborazione con il sottosegretario Fazzolari, e per fissare pubblicamente i primi paletti di una contronarrazione.
La denuncia per genocidio alla Corte Penale Internazionale
Meloni ha dichiarato di essere stata oggetto, insieme ad altri esponenti del governo e dell’industria, di una denuncia per concorso in genocidio presentata alla Corte Penale Internazionale, un evento che lei definisce senza precedenti nella storia. «A me, ai ministri Tajani e Crosetto e all’amministratore delegato di Leonardo – ha sostenuto con forza la presidente – è stato contestato il concorso in genocidio. Credo non esista un altro caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere». Questo atto, presentato all’Aia, viene da lei inquadrato in un più vasto disegno volto a criminalizzare l’operato del suo esecutivo.
Il monito sul clima politico
Attraverso un doppio passaggio televisivo, la Meloni ha dunque avuto modo di esporre in modo compiuto la sua linea su molteplici dossier, da quello internazionale a quelli interni. Ha denunciato senza mezzi termini un “clima che si sta imbarbarendo parecchio”, additando come responsabili “chi afferma che io e il mio governo abbiamo le mani sporche di sangue”. Il monito finale, lanciato con tono perentorio, è stato di fare attenzione ad aizzare le piazze, perché una simile condotta, fomentando gli animi, rischierebbe di far precipitare una situazione già di per sé tesa.




