Vendite generalizzate a Piazza Affari, il petrolio vola per la chiusura di Hormuz

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   Si chiude una seduta all'insegna delle vendite per Piazza Affari e per gli altri principali listini europei, in una giornata che ha visto prevalere l’avversione al rischio sull’ottimismo legato a una possibile distensione delle relazioni commerciali (fattore ormai ampiamente scontato dai mercati). rainews +3

Il sentiment degli investitori, già provato da settimane di tensioni, è stato ulteriormente scosso dalla rottura dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e dall’ordine, impartito da Israele, di far avanzare le proprie truppe in Libano per contrastare Hezbollah, il movimento armato sostenuto direttamente da Teheran. rainews +3

A nulla sono valse le parole rassicuranti del presidente americano, che aveva cercato di calmare gli animi dichiarando che le trattative «andranno a buon fine»; l’interruzione dello scambio diplomatico ha invece riacceso il nervosismo, vanificando i timidi segnali di distensione della vigilia. borsaitaliana +3

L’effetto Hormuz sul prezzo delle materie prime

La conseguenza più immediata di questo nuovo stallo – e forse la più temuta dagli operatori – è stata l’ennesima fiammata del prezzo del petrolio.

Il WTI, dopo aver superato la soglia dei 91 dollari, ha subito un’ulteriore accelerazione, così come il Brent, che ha toccato picchi superiori ai 97 dollari al barile, mettendo a segno un incremento percentuale a doppia cifra in poche sedute. ilmessaggero +3

Le ragioni di questo balzo vanno ricercate nella logistica degli approvvigionamenti più che nei fondamentali della domanda: l’agenzia Tasnim, ritenuta vicina alle guardie rivoluzionarie iraniane, ha infatti confermato la volontà di Teheran di tornare a bloccare lo Stretto di Hormuz.

Lo snodo, vitale per il transito del greggio a livello globale, rimarrà quindi interdetto al traffico mercantile, e il mercato – come notano gli analisti – ha semplicemente rivisto questa realtà in una sola sessione, prezzando un rischio geopolitico che molti davano ormai per scongiurato. ilsole24ore +3

Le ripercussioni sui listini europei e il contro trend dell’oil

In questo contesto di avversione al rischio, caratterizzato dalla fuga dai titoli ciclici, la performance del Vecchio Continente è risultata uniformemente negativa. Francoforte, Londra e Parigi hanno tutte chiuso in rosso, risentendo della correlazione negativa tra l’aumento dell’oro nero e le prospettive di ripresa economica.

A Piazza Affari, tuttavia, si è assistito a un fenomeno quasi paradossale (almeno in apparenza): nonostante il forte ribasso dell’indice principale, il settore petrolifero ha registrato una seduta decisamente positiva. bresciaoggi +3

Titoli come Tenaris, Saipem ed Eni hanno chiuso tra i migliori, beneficiando dell’impennata delle materie prime e fungendo da tradizionale “scudo” per i portafogli in momenti di incertezza estrema come quello attuale. Un comportamento, questo, che conferma la duplice natura del listino milanese, capace di soffrire per il calo dei consumi ma anche di esprimere delle eccellenze nell’export energetico. rainews +3

L’attesa per i dati macroeconomici

Se il fronte geopolitico resta dominante, lo sguardo degli investitori inizia a spostarsi anche sui prossimi impegni macroeconomici del calendario.

L’attenzione è puntata principalmente sui dati relativi al mercato del lavoro americano, in particolare sui report relativi ai tagli occupazionali (Challenger), gli annunci ADP, le posizioni aperte Jolts e infine le famose buste paga non agricole (Nonfarm Payrolls) con il relativo tasso di disoccupazione. repubblica +3

Questi indicatori – che andranno a fotografare la salute della prima economia mondiale – assumono ora un rilievo cruciale, poiché potrebbero influenzare le prossime mosse della Federal Reserve in materia di tassi.

Nel frattempo, dalla sponda europea si guarda con trepidazione alla riunione della Banca Centrale Europea, in calendario per l’11 giugno, dalla quale ci si attendono indicazioni più chiare sulle tempistiche di allentamento della politica monetaria. rainews +3

In una giornata dominata dall’incertezza e dal petrolio alle stelle, l’euro ha mostrato un frazionale cedimento rispetto al dollaro, mentre l’oro – tradizionale bene rifugio – ha subìto un paradosso psicologico, scivolando in territorio negativo nonostante la generale avversione al rischio. firstonline +3

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