Sparatoria a Mogliano Veneto, fermato un albanese dopo la rissa tra bande
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Redazione Interno
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Un parcheggio pubblico di via Italo Svevo, a Mogliano Veneto, scenario di una violenta rissa tra bande rivali, ha costretto i carabinieri a un intervento tempestivo che ha portato all’arresto di un trentenne albanese, già noto alle forze dell’ordine e privo di un regolare permesso di soggiorno. L’episodio, che si è consumato in un’area frequentata da famiglie e bambini, ha visto due gruppi di cittadini albanesi, verosimilmente appartenenti a fazioni contrapposte, affrontarsi con un armamentario che includeva coltelli e una pistola, la quale, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata modificata per eludere i controlli. La dinamica dello scontro, esploso all’improvviso per motavi che le indagini presumono legati a debiti o alla spartizione del territorio per il traffico di sostanze stupefacenti, ha provocato il ferimento di tre persone, tutte ricoverate in ospedale in seguito alle coltellate ricevute.
L’operazione dei carabinieri e il ritrovamento dell’arma
I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Treviso, agendo d’iniziativa, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti dell’uomo, identificato come Alfred Hoxha, il quale, sebbene ferito egli stesso durante la colluttazione, è ritenuto responsabile dei reati di porto di arma clandestina e rissa in concorso. La pistola utilizzata nella sparatoria, che ha trasformato un luogo quotidiano in una scena da Far West, è stata successivamente rinvenuta dagli investigatori in un campo adiacente al parcheggio, un dettaglio che suggerisce un tentativo di disfarsi delle prove nel immediato caos seguito allo scontro.
Il fermo e la situazione dell’indagato
L’arresto è stato materialmente effettuato all’interno della struttura ospedaliera dove il trentenne era ricoverato per le ferite riportate, una circostanza che non ha impedito l’applicazione della misura cautelare. La sua posizione, aggravata dallo status di irregolarità sul territorio nazionale e dal suo pregresso penale, lo ha reso il primo soggetto formalmente tratto in custodia in relazione all’accaduto, sebbene le indagini proseguano per accertare le dinamiche precise e il coinvolgimento di tutti i partecipanti. La rapidità dell’operazione delle forze dell’ordine ha evitato che qualcuno di loro potesse mettersi in fuga.
Il contesto e le implicazioni dell’accaduto
L’episodio, al di là della sua gravità intrinseca, getta una luce preoccupante sulla capacità di gruppi criminali, spesso di origine straniera, di portare i propri conflitti in spazi pubblici e potenzialmente sotto gli occhi di cittadini inconsapevoli. La scelta del luogo, un parcheggio antistante un esercizio commerciale, denota una spregiudicatezza operativa che non teme la visibilità, mentre l’uso di un’arma da fuoco clandestina e modificata indica un livello di organizzazione e di pericolosità che supera la semplice rissa spontanea. Le autorità giudiziarie, ora, sono chiamate a dipanare la matassa dei rapporti tra i gruppi rivali.
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