Yamaha, tra contrasti e la nuova V4: la MotoGP si mette in moto per il 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La MotoGP, dopo aver appena spento i motori sulla stagione 2025, ha già riacceso i propri nei test di Valencia che hanno dato il via ai lavori in vista del 2026, un anno cruciale per l’introduzione dei nuovi prototipi. Alex Rins, uno dei piloti coinvolti in questo primo assaggio del futuro, ha espresso sensazioni contrastanti, sottolineando da un lato i progressi percepiti sulla nuova Yamaha V4 e dall’altro la necessità di “unità” all’interno del team, un appello che risuona come un monito affinché tutti remino nella stessa direzione. L’analisi della cronaca ufficiale, che lo vede piazzato in diciannovesima posizione con un tempo di 1’30”720, dietro al compagno di squadra e debuttante Toprak Razgatlioglu e a più di un secondo dal miglior tempo, va tuttavia mitigata dalla scelta di non montare gomme morbide nuove per un tentativo di tempo secco, concentrandosi invece su un lavoro di fondo per la sviluppo della moto.

Il divario interno alla Yamaha

Il contesto in cui si inseriscono queste prime prove è quello di una casa motociclistica, la Yamaha, che deve fare i conti con un divario prestazionale non solo verso i rivali ma anche al proprio interno, come evidenziato dai numeri della stagione appena conclusa. Fabio Quartararo, pilota di riferimento della scuderia, ha totalizzato da solo 201 punti, undici in più di quelli messi insieme da Rins, Miller e Oliveira, i quali hanno collezionato rispettivamente 68, 79 e 43 punti. A questo si aggiungono le cinque pole position conquistate dal francese, un podio in gara lunga e due nelle Sprint, un bottino che sarebbe potuto essere abbellito da una vittoria, probabilmente, se non fosse stato per un guasto tecnico occorso a Silverstone. I dati, insomma, parlano chiaro: Quartararo rappresenta un’entità a sé stante, mentre gli altri piloti Yamaha, considerati nel loro insieme, hanno prodotto un contributo quantitativamente molto minore.

Le tensioni con un pilota storico

Proprio Quartararo, che ha trascorso l’intera sua carriera in MotoGP con il team Yamaha diventandone campione del mondo nel 2021 e vicecampione l’anno seguente, con un palmarès di 11 Gran Premi vinti, 21 pole e 32 podi, è al centro di una situazione tesa. A partire dal 2023, infatti, il pilota francese è sprofondato in un vortice di risultati negativi, che negli ultimi due anni non gli ha regalato vittorie e solo un podio, una condizione che ha inevitabilmente generato malumori da parte sua. La Yamaha, dal canto suo, ha risposto alle pubbliche critiche del suo pilota affermando che “lamentarsi in pubblico non aiuta”, lasciando trasparire una frizione che va oltre la semplice delusione per le prestazioni. Nell’ultimo triennio, d’altronde, il costruttore non è riuscito a mettere a disposizione del proprio fuoriclasse una moto all’altezza delle sue ambizioni, alimentando un circolo vizioso di insoddisfazione.

Il contesto sportivo internazionale

In un diverso ambito sportivo, quello calcistico, l’Italia si trova in una posizione di rinnovata competitività nella corsa per la vetta del ranking UEFA, nonostante le recenti delusioni in Champions League. La sconfitta dell’Inter contro l’Atletico Madrid non ha infatti precluso agli azzurri la possibilità di lottare per i primi due posti nella classifica stagionale, che garantiscono un posto aggiuntivo diretto. Attualmente, l’Inghilterra domina la classifica con 10.388 punti, seguita dalla Germania, ferma a 9.428 punti, in una sfida dove l’Italia, a pari merito con la Spagna, si conferma un attore di primo piano per la conquista di quelle posizioni di vertice che aprono importanti prospettive.

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