Cosa celano le schermaglie parlamentari tra Conte, Schlein e Meloni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tra Elly Schlein che, sfiorando forse l’involontaria gaffe, chiede a Giorgia Meloni da quanto tempo non metta piede in un ospedale, Maria Elena Boschi che la interroga ironicamente sulla sua frequenza nei mercati rionali, e Giuseppe Conte che deride quella che definisce la "fanciullezza" delle sue risposte sui temi sociali, il premier si trova di fronte un’opposizione che sembra competere più nell’asprezza dei toni che nella sostanza delle critiche.

Nell’Aula della Camera, durante il cosiddetto "premier time", si è consumato un altro capitolo di quel teatrino politico che ormai caratterizza i dibattiti parlamentari italiani. Un’ora e mezza di schermaglie, battute taglienti e accuse incrociate, ben lontane da un confronto utile a chiarire le posizioni su temi concreti. Se alcune uscite hanno avuto una certa efficacia – come quando Meloni ha rimarcato che «la sinistra, al governo, fa le riforme, mentre all’opposizione le vuole abolire con i referendum» –, il tono generale è rimasto quello della provocazione più che della discussione.

Schlein, da parte sua, ha replicato con sarcasmo: «Il suo mondo è fantastico, perché quando le cose funzionano è merito suo, quando non funzionano è colpa degli altri». Un botta e risposta che, al di là della battuta, riflette una dialettica sempre più polarizzata. Ma l’episodio più grottesco è stato quello del deputato radicale Magi, presentatosi in Aula vestito da fantasma in risposta alle parole di Meloni, che aveva accusato l’opposizione di limitarsi a "macumbe" invece di contribuire al dibattito. Espulso dall’emiciclo, Magi rischia ora una denuncia da parte dello stesso Pd, che su certe forme di protesta ha espresso più di una perplessità.

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