Fotogiornalista aggredito dal padre della bambina rom deceduta
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Redazione Interno
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Un fotogiornalista dell'agenzia Reporters di Torino, Maurizio Bosio, è stato brutalmente aggredito nel pomeriggio di oggi. L'incidente è avvenuto mentre Bosio si avvicinava al padre di Esmeralda Salkanovic, una bambina rom di due anni deceduta poche ore prima dopo essere stata investita da un'auto nel parcheggio dell'ospedale San Giovanni Bosco.
L'incidente
Esmeralda è stata investita mentre si trovava nel parcheggio dell'ospedale San Giovanni Bosco con la madre, che stava chiedendo l'elemosina. La bambina è stata immediatamente soccorsa e trasportata all'ospedale infantile Regina Margherita, ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Dopo una giornata di agonia, la piccola è deceduta.
L'aggressione
Nel pomeriggio, mentre Bosio stava seguendo la vicenda di Esmeralda, è stato aggredito dal padre della bambina. Nonostante in mattinata avesse avuto una conversazione amichevole con lui, il padre ha reagito violentemente, spintonando e colpendo Bosio con pugni. Il fotogiornalista è stato soccorso nello stesso ospedale.
Reazioni
La redazione de La Stampa ha espresso solidarietà a Bosio, condannando l'aggressione come brutale e insensata. L'episodio ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dei giornalisti che seguono casi delicati e tragici come questo.
Chiarimenti sull'incidente
In un primo momento, sembrava che la bambina fosse nel parcheggio per chiedere l'elemosina con la madre. Tuttavia, è stato successivamente appurato che Esmeralda e la madre si stavano recando in ospedale per visitare un parente. Probabilmente, la bambina è sfuggita al controllo della madre e l'automobilista non si è accorto della sua presenza.
L'incidente e l'aggressione hanno scosso profondamente la comunità locale, sollevando interrogativi sulla sicurezza nei parcheggi degli ospedali e sulla protezione dei giornalisti durante il loro lavoro.




