Tangenti su migranti e appalti del Pnrr: arrestato il sindaco di Ceccano
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Redazione Interno
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Roberto Caligiore, sindaco di Fratelli d’Italia a Ceccano, un comune di 22 mila abitanti in provincia di Frosinone, è finito ieri agli arresti domiciliari in un’indagine che coinvolge due geometri comunali, tre ingegneri, due architetti, due commercialisti, un avvocato e due imprenditori, accusati di aver messo in piedi un sistema di tangenti legate all’assegnazione di appalti pagati dai fondi europei del Pnrr. Il Pnrr del sindaco di FdI: “Che ce frega del dissesto” Un sindaco, un faccendiere e un commercialista.
Ma alla “spartizione della torta”, come la definisce il gip, hanno partecipato anche funzionari comunali di Ceccano (Frosinone) dove i fondi del Pnrr servivano per le mazzette ai “corrotti rappresentanti tecnico-politici del Comune”.
Con buona pace della gestione dei servizi di accoglienza dei migranti richiedenti protezione internazionale, della … Il sindaco di Ceccano (Frosinone) si lamentava di una cimice: arrestato. Indagate altre 12 persone Sono dieci i provvedimenti di arresti domiciliari firmati dal gip di Frosinone Ida Logoluso nell'ambito dell'inchiesta The Good Lobby coordinata dall'ufficio di Roma della Procura Europea sul giro d'affari finanziati dal Pnrr. Tra questi vi è anche il sindaco meloniano di Ceccano (Frosinone) Roberto Caligiore, che a luglio dello scorso anno, scrive l'Ansa, aveva denunciato pubblicamente di avere trovato sulla sua auto una microspia con la quale venivano intercettate le sue conversazioni. Tangenti sul Pnrr a Ceccano, le intercettazioni: «Nascondi bene i soldi, anche sotto una mattonella» Tanto era sofisticato il sistema per nascondere la corruzione (un «doppio binario tangenti-fatture» lo definisce il gip), quanto era dozzinale il tentativo di nascondere le somme illecite, rinvenute in un garage, accumulate alla rinfusa, dopo che i soldi da Bruxelles erano arrivati a Ceccano grazie al Pnrr, frammentati in appalti, subappalti e fatture fittizie e tornati nel frusinate in contanti dai paesi vesuviani in un vorticoso giro di riciclaggio.




