Trump e Putin, ai negoziati di pace si parla di affari ed energia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre il conflitto in Ucraina, giunto ormai al suo milleduecentottantunesimo giorno, rimane sullo sfondo, i recenti colloqui tra i vertici statunitensi e russi hanno incluso, stando a quanto riportato da fonti Reuters, concrete discussioni su potenziali accordi energetici. Tali intese, presentate come incentivi per spingere Mosca verso una tregua, mirerebbero a consentire a Washington un progressivo allentamento del complesso regime di sanzioni economico-finanziarie imposte alla Russia.
Secondo cinque fonti ben informate, i funzionari avrebbero esaminato nel dettaglio la possibilità che il colosso statunitense Exxon Mobil possa fare ritorno nel grande progetto russo di petrolio e gas Sakhalin-1, dal quale era stato costretto a ritirarsi; non è stata esclusa, inoltre, l’ipotesi che Mosca possa acquisire, per i suoi ambiziosi progetti sul gas naturale liquefatto, attrezzature e tecnologie d’oltreoceano, attualmente sottoposte a restrizioni.
Questa linea, che apparentemente unisce la diplomazia agli interessi commerciali, trova un riscontro nelle rivelazioni del ‘Wall Street Journal’, secondo le quali si sarebbero già tenuti, in gran segreto, dei colloqui tra Exxon e la potente compagnia energetica di Stato russa Rosneft. L’incontro in Alaska tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente russo, Vladimir Putin, avrebbe dunque creato il quadro politico necessario per esplorare una rinnovata collaborazione, lasciandosi alle spalle le tensioni degli ultimi anni.




