Severini, il filosofo che guida la ricerca sui qubit: «Andare su Marte è opzionale, costruire un computer quantistico obbligatorio»
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Simone Severini, 49 anni, originario di Sarteano, in provincia di Siena, è oggi uno dei volti più influenti nel campo del quantum computing. A capo della divisione dedicata a questa tecnologia all’interno di Amazon Web Services (AWS), Severini non ha un background tradizionale da scienziato: laureato in filosofia, si è avvicinato alla fisica quantistica quasi per caso, durante gli studi di ingegneria informatica a Bristol, dove ha lavorato sotto la guida di Richard Jozsa, a sua volta allievo di Roger Penrose, premio Nobel per la Fisica nel 2020. «Andare su Marte è una scelta opzionale», afferma Severini, «ma costruire un computer quantistico no: dobbiamo farlo, non importa il tempo che ci vorrà». Una missione che, per lui, rappresenta non solo una sfida tecnologica, ma anche un’opportunità per esplorare la natura stessa dell’universo.
Proprio in questi giorni, Amazon ha annunciato il lancio di Ocelot, il suo primo chip quantistico, basato su una tecnologia di correzione degli errori che ne riduce i costi del 90%. Questo sviluppo, che segue di una settimana l’annuncio di Microsoft riguardo al suo chip Majorana-1, segna un passo significativo verso la realizzazione di computer quantistici di utilità pratica. «Ocelot è solo un primo passo», spiega Severini, «ma è un passo necessario per scoprire la natura intima dell’universo». Il 2025, proclamato dall’Onu Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica, sembra essere il momento giusto per accelerare questa corsa, a quasi un secolo dalla formulazione della meccanica quantistica da parte di Heisenberg, Born e Jordan nel 1925.
Intanto, il nome di Ettore Majorana, fisico italiano scomparso misteriosamente nel 1938, torna a far parlare di sé grazie al chip di Microsoft. Salvatore Majorana, che condivide il cognome ma non è parente del celebre scienziato, ha espresso la sua emozione per il riconoscimento globale del genio di Ettore. «Quando ho visto il messaggio di Satya Nadella, l’amministratore delegato di Microsoft, che annunciava il lancio del Majorana-1, ho provato una strana euforia», racconta. «Finalmente, il nome di Ettore Majorana ha trovato un palcoscenico mondiale alla sua altezza».




