Carlo Conti battezza Sanremo: "Amadeus imbattibile, io antifascista? Certo"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   SANREMO — Carlo Conti, alle prese con la sua quarta conduzione del Festival di Sanremo, non sembra preoccuparsi troppo degli ascolti, né della sfida con il predecessore Amadeus, che definisce "imbattibile" per i numeri record raggiunti. «Ha fatto un lavoro incredibile», ammette Conti, aggiungendo con una certa sicurezza: «Non credo di dover dimostrare niente a questo punto della carriera, se non a me stesso». Il conduttore, che ha scelto di alzarsi alle 11 del mattino senza temere il confronto, ha già delineato il tono di questa edizione: «Sarà il Festival dell’amicizia», dichiara, chiamando sul palco dell’Ariston due volti noti come Antonella Clerici e Gerry Scotti, con cui condivide un rapporto di lunga data.

Mentre Sanremo si prepara a vivere la sua 75a edizione, la cittadina ligure è già invasa da giornalisti, fan e curiosi, pronti a immergersi in un mix di canzonette, gossip e polemiche. Tra gli assenti di quest’anno c’è Emis Killa, che ha rinunciato alla partecipazione dopo essere finito nel mirino delle indagini, mentre Francesca Michielin si presenta con una caviglia fasciata a seguito di una caduta dalle scale del teatro Ariston. Anche Kekko dei Modà non ha avuto fortuna, scivolando all’interno del teatro e rinunciando così al red carpet.

Nonostante questi intoppi, la vigilia del Festival si presenta piuttosto tranquilla, con Conti che, sorridente e rilassato, sembra ignorare le pressioni legate agli ascolti. «Qui si tratta del festival della televisione, non della canzone», sottolinea, ridimensionando le aspettative di chi ancora crede che la musica sia il cuore dell’evento. Il conduttore, definito da alcuni come "l’idraulico liquido delle polemiche" per la sua capacità di disinnescarle con facilità, si mostra ecumenico e pacifico, pronto a gestire un’edizione che promette di essere ricca di contenuti e ospiti.

Tra i momenti più attesi, l’omaggio a Ezio Bosso, che aprirà la serata, e il ricordo di Sammy Basso, due figure che hanno lasciato il segno nelle passate edizioni. Conti, che si definisce antifascista senza mezzi termini, sembra voler dare un’impronta inclusiva al Festival, pur senza rinunciare a quell’ironia e quella leggerezza che lo hanno sempre caratterizzato.

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