Lecce, Di Francesco ammette: «Siamo stati ingenui»
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Redazione Sport
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Eusebio Di Francesco, dopo la sconfitta interna per 2-1 contro il Cagliari, non cerca alibi e punta il dito sulla troppa ingenuità mostrata dalla sua squadra. L’allenatore giallorosso, il cui approccio è notoriamente votato al gioco offensivo, ha evidenziato come un eccesso di candore in certe situazioni chiave abbia di fatto condannato il Lecce al suo terzo ko stagionale, il quale – è bene ricordarlo – lo confina all’ultimo posto in classifica con un misero punto.
La partita, che ha inaugurato la quarta giornata di Serie A, era iniziata nel migliore dei modi per i salentini, passati in vantaggio grazie a Tiago Gabriel. La rete, però, non è bastata a garantire la sicurezza necessaria per gestire il vantaggio. La doppietta di Andrea Belotti, autore per la prima volta del suo celebre gesto di esultanza con la maglia del Cagliari, ha infatti ribaltato il risultato: il pari al 33' del primo tempo e la trasformazione del decisivo calcio di rigore nella ripresa hanno regalato ai sardi una vittoria che mancava in terra salentina dal lontano 2011.
Proprio sull’episodio del rigore concesso all’avversario si è concentrato buona parte del commento del tecnico. «Sull'azione seguente abbiamo subito il calcio di rigore, che non so se ci fosse o meno», ha dichiarato Di Francesco, lasciando intendere un velato dubbio sulla decisione arbitrale senza però trasformare la sua analisi in una sterile polemica. La sua riflessione, piuttosto, si è spostata sul comportamento del suo giocatore: «Forse è stato ingenuo Tiago Gabriel. Magari avrebbe dovuto temporeggiare invece che rischiare l'entrata». Un’ammissione che va oltre il singolo episodio, descrivendo una maturità tattica non ancora pienamente acquisita.




