Meningite a Parma, il giovane di Mezzani in rianimazione e la profilassi allargata ai passeggeri del bus

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Settanta persone, tra familiari, compagni di scuola e persino sconosciuti incrociati sull’autobus, sono state sottoposte a terapia antibiotica dopo la scoperta di un caso di meningite meningococcica in provincia di Parma. Il ragazzo, residente a Sorbolo-Mezzani, si trova ricoverato nel reparto di rianimazione pediatrica dell’ospedale Maggiore del capoluogo emiliano, dove le sue condizioni – lo riferiscono i bollettini medici – restano purtroppo molto gravi, tanto da imporre una prognosi ancora riservata e un’osservazione costante. È stato proprio il servizio di Igiene e sanità pubblica dell’Ausl di Parma ad attivarsi per primo, già nella giornata del 3 aprile, individuando i contatti stretti del giovane: un’operazione che ha coinvolto non solo la cerchia familiare, ma anche il personale scolastico e i compagni di classe, tutti raggiunti tempestivamente per avviare la profilassi.

L’appello dell’Ausl e la linea dell’autobus frequentata da studenti

L’aspetto più delicato, quello che ha richiesto un passaggio ulteriore rispetto ai protocolli standard, riguarda i passeggeri dell’autobus che il ragazzo utilizzava quotidianamente per gli spostamenti tra Sorbolo-Mezzani e Parma. L’azienda sanitaria locale ha infatti diramato un appello pubblico, invitando chiunque abbia viaggiato su quella stessa linea – frequentata in larga maggioranza da studenti – a presentarsi per un controllo, seppure senza un obbligo formale. L’infezione da meningococco, si sa, si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva, ma il rischio maggiore corre chi ha avuto un contatto prolungato e ravvicinato, come può accadere appunto su un mezzo pubblico affollato. Per questo l’Ausl ha scelto di non limitarsi ai contatti cosiddetti “stretti”, allargando la rete della profilassi a persone che magari non conoscono neppure il nome del ragazzo, ma che hanno condiviso con lui lo stesso abitacolo per giorni.

L’intervento del sindaco e il confronto con la Gran Bretagna secondo Bassetti

Il sindaco di Sorbolo Mezzani, dal canto suo, ha tempestivamente attivato un’allerta telefonica verso i cittadini, sollecitando chiunque avesse avuto contatti con il giovane a sottoporsi alla terapia antibiotica senza indugi. Un’azione preventiva che il noto infettivologo Matteo Bassetti – intervistato in merito – ha definito “intelligente”, aggiungendo una considerazione sui tempi della risposta italiana rispetto ad altre realtà: “Da noi l’iter è partito subito, non come in Gran Bretagna”. Un accenno, questo, alle difficoltà registrate oltremanica nella gestione di analoghi focolai, dove le procedure di tracciamento e profilassi hanno talvolta subito ritardi. Nessun dettaglio ulteriore è stato fornito su eventuali casi secondari, né sull’efficacia specifica degli interventi britannici: l’osservazione di Bassetti si è limitata a sottolineare la rapidità dell’attivazione locale.

La prognosi riservata e le settanta persone già in terapia

Il quadro clinico del ragazzo rimane critico, e gli specialisti della rianimazione pediatrica dell’ospedale Maggiore non si sbilanciano sulle possibilità di ripresa. Nel frattempo, il numero delle persone raggiunte dalla profilassi antibiotica ha superato le settanta unità, includendo – oltre ai contatti diretti già citati – alcuni passeggeri dell’autobus che si sono spontaneamente presentati dopo l’appello dell’Ausl. La procedura prevede la somministrazione di un farmaco specifico, in grado di eliminare il batterio dal portatore sano e di interrompere così la catena di trasmissione. Non si segnalano, al momento, nuovi casi di meningite riconducibili a questo episodio, anche se l’attenzione resta alta. L’Azienda Usl continua a monitorare la situazione, senza però diffondere aggiornamenti orari sull’evoluzione delle condizioni del giovane, che rimangono, purtroppo, molto gravi.

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