Allargamento dell'Unione Europea: una nuova fuga in avanti?
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Redazione Esteri
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Nelle sue memorie, intitolate "Une vie" e pubblicate nel 2012, Simone Veil racconta un episodio poco noto della politica europea. Dopo la caduta del Muro di Berlino, l'Unione Europea si interrogava su come integrare i Paesi dell'Europa centro-orientale, appena usciti da quarant'anni di comunismo. François Mitterrand, allora presidente della Francia, nel 1991 decise di organizzare una conferenza a Praga, riunendo i rappresentanti tedeschi e di molti Paesi della regione.
Oggi, l'Unione Europea si trova di fronte a una sfida simile. Il prossimo summit dell'UE potrebbe essere il più importante nella storia recente europea, data la situazione in Ucraina e nei Balcani occidentali. La controffensiva ucraina è in stallo e si diffonde l'idea che la Russia possa vincere. Il sostegno dell'occidente all'Ucraina, una volta forte e determinato, sta scemando. I Balcani occidentali sono in fermento.
In questo contesto, i leader europei devono sostenere l'allargamento dell'Unione Europea. Non solo per una questione di solidarietà, ma anche per garantire la stabilità e la sicurezza del continente. L'allargamento dell'UE non è una fuga in avanti, ma un passo necessario verso un'Europa più forte e unita.
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