Caldo record a Cuneo, 39 gradi e temporali: l’ondata africana non molla la presa
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Redazione Interno
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La quarta ondata di calore dell'estate, ormai consolidata su gran parte del Piemonte, sta mettendo a dura prova anche la provincia di Cuneo, dove le temperature sono destinate a toccare picchi di 39 gradi nella giornata di oggi, venerdì 31 luglio.
L'aggiornamento diffuso questa mattina dall'esperto meteorologo Andrea Vuolo conferma un quadro climatico di forte afa, con una notte tropicale che ha fatto da prologo a un'altra giornata rovente: le minime, in molti casi, non sono scese al di sotto dei 20 gradi, creando le condizioni ideali per un aumento termico rapido e progressivo già dalle prime ore del mattino.
La combinazione tra l'umidità accumulata e l'irraggiamento solare, in un contesto di venti caldi in risalita dal Nord Africa, alimenta un baluardo anticiclonico destinato a mantenere la sua morsa per diversi giorni, con conseguenze non solo sulle temperature percepite, ma anche sulla stabilità atmosferica delle ore successive.
Il doppio volto del meteo: sole e caldo, ma attenzione a temporali e grandine
Se da un lato l'anticiclone subtropicale garantisce condizioni di cielo sereno e temperature elevate su gran parte del Paese, dall'altro lato la stessa configurazione barica, come spesso accade in queste ultime estati, favorisce lo sviluppo di forti temporali e locali grandinate in prossimità delle Alpi, con possibili sconfinamenti verso l'alta Valle Padana.
Il contrasto tra l'aria rovente in pianura e le infiltrazioni più fresche in quota, tipiche dei pomeriggi estivi, genera quei fenomeni convettivi che possono risultare improvvisi e violenti, tanto che gli esperti raccomandano prudenza soprattutto nelle fasce orarie comprese tra il tardo pomeriggio e la serata.
La provincia di Cuneo, per la sua posizione geografica ai piedi delle montagne, si trova proprio in quella zona di frizione dove l'instabilità può manifestarsi con maggiore intensità, portando rovesci temporaleschi e precipitazioni a carattere di nubifragio, in un alternarsi di condizioni che rende la giornata particolarmente complessa dal punto di vista meteorologico.
L'anticiclone africano si rafforza: l'ondata durerà almeno fino all'8 agosto
Il quadro generale, come evidenziato dalle ultime elaborazioni modellistiche, mostra un rafforzamento dell'alta pressione subtropicale sul bacino del Mediterraneo, con una risalita imponente verso nord-est che coinvolgerà non solo l'Italia, ma anche l'Europa meridionale e buona parte di quella centro-orientale. L'ondata di calore, partita ufficialmente mercoledì 29 luglio, è destinata a proseguire senza soste almeno fino all'8 agosto, accompagnando il Paese in quella che si preannuncia come una delle fasi più roventi dell'intera stagione estiva.
Le temperature, in questo contesto, supereranno diffusamente i 35 gradi su molte regioni, con probabili picchi intorno ai 40 gradi non solo sulla Penisola iberica e sul sud della Francia, ma anche nelle aree balcaniche e, naturalmente, in vaste zone del territorio italiano. Per il Cuneese, in particolare, i valori termici si attesteranno su livelli molto elevati, con un disagio bioclimatico che interesserà in modo trasversale sia le aree urbane che quelle rurali, richiedendo particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione.
La giornata di venerdì 31 luglio e l'escalation prevista per il fine settimana
La giornata di oggi segna di fatto l'inizio di un'escalation termica che raggiungerà il suo apice nel corso del fine settimana, con un aumento progressivo delle temperature massime e un tasso di umidità destinato a rimanere elevato, alimentando una sensazione di afa opprimente che si farà sentire in modo particolare nelle ore centrali della giornata.
Secondo i dati resi noti da Andrea Vuolo, le minime notturne continueranno a mantenersi ben al di sopra delle medie stagionali, superando agevolmente i 20 gradi anche nelle zone collinari, mentre i valori diurni si spingeranno fino a toccare i 39 gradi nel cuore della pianura cuneese, con picchi locali che potrebbero risultare anche superiori in condizioni di scarsa ventilazione.
L'instabilità pomeridiana, con i temporali e le grandinate che potranno interessare i settori alpini e pedemontani, rappresenta l'altra faccia della medaglia di questa ondata di calore: un fenomeno ormai ricorrente nelle estati degli ultimi anni, dove il contrasto termico tra i bassi strati surriscaldati e l'aria più fresca in quota genera celle temporalesche anche di forte intensità.
Le autorità locali e i centri di protezione civile monitorano costantemente l'evoluzione della situazione, in attesa di un possibile cedimento dell'anticiclone che, allo stato attuale, non sembra però prossimo a verificarsi nel breve termine.
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