Inter in silenzio stampa, la rabbia nerazzurra per gli episodi di San Siro contro l'Atalanta
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Redazione Sport
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Nessun tesserato dell'Inter si è presentato davanti ai microfoni al termine della partita pareggiata contro l'Atalanta, una scelta radicale, quella del silenzio stampa, maturata negli spogliatoi del Meazza al termine di una gara che ha lasciato strascichi pesantissimi sul piano della direzione arbitrale. La squadra allenata da Cristian Chivu, che peraltro nel corso della ripresa era stato allontanato dal campo per doppia ammonizione a seguito delle vibranti proteste, ha deciso di non rilasciare dichiarazioni ai media, né alle emittenti televisive né in conferenza stampa, una forma di dissenso totale che arriva dopo il secondo intoppo consecutivo in campionato. Se la sconfitta nel derby contro il Milan aveva già acceso qualche campanello d'allarme, il pari contro gli orobici rischia di riaprire concretamente la corsa al Titolo, ma ciò che brucia nell'ambiente interista è soprattutto la dinamica con cui è maturato il risultato finale.
L’azione incriminata e il mancato intervento del Var
Il nodo della contestazione risiede nell’episodio che ha portato alla rete dell’1-1 firmata da Nikola Krstovic, un’azione sviluppatasi a pochi minuti dal termine e che ha scatenato l'ira funesta dei giocatori di casa. L’attaccante montenegrino, subentrato nel corso della ripresa, ha ribadito in rete una conclusione inizialmente respinta da Yann Sommer, ma il tiro dal limite era stato possibile grazie a un contrasto precedente: Kamaldeen Sulemana, nell’allontanarsi da Denzel Dumfries, ha spinto l’olandese con una mano sulla schiena, sbilanciandolo e consentendogli di calciare indisturbato. Il direttore di gara Gianluca Manganiello, della sezione di Pinerolo, ha lasciato correre, e il Var, nonostante i controlli, non ha ritenuto di doverlo richiamare al monitor per una revisione, scatenando di fatto il caos.
Chivu espulso e il rigore negato su Frattesi
La tensione, già alle stelle per la convalida del gol, è montata ulteriormente quando, pochi istanti dopo la ripresa del gioco, in area opposta Davide Frattesi è finito a terra dopo un contrasto con Giorgio Scalvini, con il difensore atalantino che sembrava aver colpito il piede del centrocampista interista. Anche in questa circostanza, però, Manganiello ha giudicato il contatto troppo lieve per poter assegnare il calcio di rigore, una decisione che ha fatto imbufalire la panchina nerazzurra e portato all'espulsione di Chivu, reo di aver inveito contro la terna arbitrale. Una lunga attesa, durata circa un’ora, è servita alla dirigenza per decidere la linea comunicativa, optando infine per il mutismo totale, una scelta che arriva dopo le polemiche della scorsa settimana per un presunto tocco di mano nel derby, e che testimonia il clima di tensione che si respira in casa Inter.
Le reazioni e l’analisi degli esperti
Sul fronte opposto, invece, il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino ha evitato accuratamente di alimentare la polemica, dichiarando di non aver visto gli episodi e affidandosi alle analisi degli esperti di moviola che, come Luca Marelli, hanno sostanzialmente avallato le scelte del fischietto di Pinerolo. Secondo l’ex arbitro, infatti, il tocco di Sulemana su Dumfries sarebbe stato di entità talmente lieve da non giustificare un intervento, mentre sul contatto tra Scalvini e Frattesi si sarebbe trattato di un’anticipo dell’atalantino con un tocco di suola appena percettibile. Resta il fatto che il club di Corso Vittorio Emanuele, con questa protesta plateale, ha voluto sottolineare un senso di profonda ingiustizia, consapevole che in classifica, con la vittoria del Milan sulla Lazio, il vantaggio sulla seconda potrebbe assottigliarsi ulteriormente, riaprendo di fatto un campionato che sembrava ormai indirizzato.




