Bergamo e Reggio Calabria, un volo diretto è un'ipotesi concreta

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio sollecita un collegamento aereo senza scali con Reggio Calabria, una richiesta che trova un riscontro non preclusivo da parte dell’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, il quale, intervenuto durante un incontro formativo con gli allievi dell’Aircraft Engineering Academy – molti dei quali destinati a operare negli hangar calabresi di Lamezia Terme – ha ammesso la fattibilità dell’operazione, dichiarando che “i calabresi sono ovunque ed hanno bisogno di tornare a casa”. Lo scambio di battute, per quanto informale, delinea uno scenario possibile, che si inserisce in un rapporto sempre più solido tra la compagnia aerea irlandese e il territorio meridionale, un legame che il presidente del gestore aeroportuale Sacbo, Giovanni Sanga, ha definito “molto stretto”, sottolineando come la richiesta si fondi su una concreta interdipendenza.

Il contesto degli investimenti in Calabria

Questa eventuale apertura di una nuova rotta, la quale peraltro era già stata oggetto di discussione al momento dello sbarco di Ryanair a Reggio, non costituisce un elemento isolato ma si colloca all’interno di un più ampio piano di investimenti, che la compagnia ha deciso di attuare nella regione dopo l’accordo stipulato con l’amministrazione guidata da Roberto Occhiuto. Tale intesa, che ha previsto l’azzeramento delle tasse d’imbarco negli scali di Lamezia Terme, Crotone e Reggio Calabria a carico della Regione, ha spianato la strada non solo all’inaugurazione di nuovi voli e all’istituzione di una base operativa a Reggio, ma anche a un imponente stanziamento da quindici milioni di euro, destinati alla realizzazione del secondo polo manutentivo italiano della low-cost, dopo quello storico di Bergamo.

La visita al centro di formazione bergamasco

Proprio dalla città orobica, del resto, giunge un segnale significativo della volontà di integrare i sistemi, come dimostra la recente visita compiuta dal numero uno di Ryanair Wilson – accompagnato dai presidenti Occhiuto, Sanga e da Alessandro Cianciaruso di SEAS – all’Accademia di ingegneria aeronautica di Azzano San Paolo, un campus che rappresenta il principale centro di formazione nazionale per tecnici della manutenzione. In quell’occasione, accanto agli annunci relativi all’assunzione di cinquanta addetti per le strutture calabresi, è emersa con forza l’idea di un collegamento che unisca direttamente le due realtà, un ponte aereo che appare sempre meno come un’utopia e sempre più come una possibilità concreta, seppur vincolata al rispetto di condizioni non ancora specificate pubblicamente.

Le condizioni per il nuovo collegamento

La trattativa per l’istituzione del volo, infatti, sebbene accolta con un “perché no” carico di ottimismo, non è ancora giunta a una fase definitiva, poiché la compagnia aerea, com’è sua consuetudine, valuta con attenzione la sostenibilità economica di ogni nuova tratta. La presenza di una vasta diaspora calabrese nel Nord Italia, che costituisce un bacino d’utenza potenzialmente molto ampio, rappresenta senza dubbio un argomento a favore della proposta, la quale tuttavia deve confrontarsi con le logiche di mercato e con la necessità di garantire un sufficiente tasso di occupazione dei posti disponibili.

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