Meloni e De Wever a Palazzo Chigi: intesa su energia, migranti e bilancio Ue

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a Palazzo Chigi il primo ministro belga Bart De Wever, in quella che rappresenta la prima visita ufficiale in Italia di un capo di governo belga da quasi dieci anni a questa parte.

L'incontro, che si è tenuto nel pomeriggio di lunedì 7 settembre, ha rappresentato l'occasione per imprimere un nuovo slancio alle relazioni bilaterali, come ha sottolineato la stessa Meloni nel corso della conferenza stampa congiunta, e per allineare le posizioni in vista dei prossimi appuntamenti europei, a partire dal Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.

A fare da sfondo al colloquio, un contesto internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalla guerra in Ucraina, con le rispettive ricadute in termini di costi energetici e sicurezza, temi che hanno animato gran parte del dialogo tra i due leader.

Rapporti economici e settori strategici: un'interscambio da 46,5 miliardi

Il dato di partenza, citato dalla premier Meloni, è quello di un'interscambio commerciale tra Italia e Belgio che nel 2025 ha superato i 46,5 miliardi di euro, segnando una crescita rispetto all'anno precedente e testimoniando la solidità di un rapporto economico già di per sé particolarmente florido. A rendere il quadro ancor più interessante è la presenza operativa sul territorio belga di oltre 300 imprese italiane, tra cui figurano grandi gruppi industriali che contribuiscono al dialogo tra i due tessuti produttivi.

Su questa base, entrambi i leader hanno convenuto sulla necessità di valorizzare ulteriormente la complementarietà delle rispettive filiere, individuando spazi di collaborazione che vanno dall'energia alle infrastrutture, passando per i trasporti, la logistica e, in modo significativo, l'industria della difesa. Un settore, quest'ultimo, in cui il Belgio sta incrementando gli investimenti e per il quale l'Italia ha espresso piena disponibilità a mettere a disposizione competenze ed eccellenze industriali, nell'ottica di rafforzare l'autonomia e le capacità tecnologiche europee nel suo complesso.

Il fronte Ucraina e le crisi internazionali: "pace giusta e duratura"

Il confronto tra i due premier si è naturalmente esteso alle principali crisi internazionali in atto, con un focus particolare sull'Iran e, soprattutto, sulla guerra in Ucraina. Meloni ha voluto ricordare gli sviluppi più recenti, facendo riferimento agli incontri degli inviati americani prima a Mosca e poi a Kiev, e ha ribadito con forza la posizione italiana, che intende continuare a fare la propria parte insieme ai partner europei per favorire un percorso negoziale.

L'obiettivo, ha scandito la presidente del Consiglio, rimane quello di giungere a una pace che sia giusta e duratura, un principio condiviso anche dal premier De Wever nel quadro del più ampio sostegno all'Ucraina. Le discussioni si sono poi intrecciate con le conseguenze economiche di questo scenario, in primis il caro energia, che ha portato i due leader a chiedere un intervento più deciso e concreto da parte dell'Unione Europea.

Schengen e migranti: la difesa dei confini esterni come priorità condivisa

Uno dei punti di maggiore convergenza tra le posizioni di Meloni e De Wever è emerso sul tema della gestione dei flussi migratori e della preservazione dello spazio Schengen. La premier italiana ha ribadito la propria ferma convinzione che l'area di libera circolazione possa essere preservata solo a condizione che vengano difesi i confini esterni dell'Unione e che tutti gli Stati membri facciano la loro parte nella lotta al traffico di esseri umani e all'immigrazione clandestina di massa.

Un concetto, questo, che ha trovato piena sintonia con le dichiarazioni del primo ministro belga, il quale ha riconosciuto la specificità della posizione italiana e ha sottolineato l'urgenza di realizzare un pacchetto migratorio europeo credibile, basato su una politica di rimpatri efficace che possa trasformare l'approccio comune in un successo.

De Wever ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare la frontiera meridionale europea, assumendosi le responsabilità nella sua protezione, e ha menzionato il lavoro comune portato avanti con la dichiarazione di Chisinau come un punto di partenza positivo per una collaborazione più stretta.

Le prospettive sul bilancio Ue e l'asse sulla competitività

Non meno rilevante è stato il confronto sul prossimo quadro finanziario pluriennale dell'Unione Europea, con il negoziato che entra ora nel vivo. Su questo fronte, l'Italia ha portato avanti la propria posizione, rivendicando un risultato che sia all'altezza delle nuove sfide e ribadendo che le politiche tradizionali come la Coesione e la Politica Agricola Comune (PAC) non sono in contraddizione con gli investimenti per la competitività, ma ne rappresentano anzi una precondizione.

In questa direzione, Meloni e De Wever hanno concordato sulla necessità che il prossimo Consiglio europeo affronti con più coraggio e concretezza i temi del costo dell'energia e della competitività, e hanno annunciato la volontà di convocare un tavolo con il cancelliere tedesco Friedrich Merz prima del vertice di ottobre, per allineare ulteriormente le posizioni dei Paesi cosiddetti "like-minded" e presentarsi compatti all'appuntamento decisivo per il futuro dell'Europa.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.