Il fumo degli incendi in Canada avvolge gli Stati Uniti, Trump attacca Ottawa e minaccia nuovi dazi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una coltre di fumo di dimensioni impressionanti, generata dagli incendi che stanno divorando vaste porzioni del Canada, ha attraversato il confine meridionale avvolgendo le città della costa orientale degli Stati Uniti, da Detroit fino a Washington, e spingendosi al largo nell'oceano Atlantico.

Le immagini satellitari, elaborate e diffuse dal Cooperative Institute for Research in the Atmosphere (Cira) in collaborazione con la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), mostrano in un'animazione l'inquietante movimento della nube tra il 16 e il 17 luglio, rivelando un polmone di fumo che si estende per migliaia di chilometri. Il fenomeno, che ha innescato allarmi per la qualità dell'aria in diversi stati, è conseguenza diretta dei roghi che stanno flagellando il nord-ovest dell'Ontario, dove il bilancio delle aree bruciate ha già superato i 2.

630 chilometri quadrati, un dato che da solo testimonia la portata catastrofica di questa ondata di fuoco.

La situazione degli incendi e lo scenario meteo

La perturbazione atmosferica, che sta causando foschia e un persistente odore di bruciato in gran parte del Paese, incluso il New Jersey settentrionale, è il risultato di un mix letale di condizioni climatiche estreme e di una stagione degli incendi che si preannuncia tra le più violente degli ultimi anni.

Le fiamme, alimentate dal caldo torrido che in queste settimane ha travolto gli Stati Uniti e il Canada, hanno trovato terreno fertile nelle foreste canadesi, producendo una quantità di particolato tale da oscurare il cielo di metropoli come New York e Philadelphia, e da sollevare serie preoccupazioni per la salute pubblica.

La traiettoria della nube, seguita con attenzione dagli esperti del settore, indica che il fumo tende a rimanere sospeso a bassa quota, peggiorando la qualità dell'aria e costringendo le autorità locali a emanare raccomandazioni per limitare le attività all'aperto, in un contesto già reso difficile dalle temperature eccezionalmente elevate per il mese di luglio.

I riflessi sulla finale dei Mondiali di calcio

L'ombra di questa emergenza ambientale si allunga minacciosamente anche sul grande evento sportivo del momento, la finale dei Mondiali di calcio che si terrà domenica 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. La nazionale spagnola, che allena le Furie Rosse, si sta allenando a East Hanover e il centrocampista Mikel Merino ha ammesso di vedere il fumo e di sentirne l'odore, dichiarando che la squadra deve cercare di rimanere concentrata nonostante l'evidente anomalia climatica.

Non è ancora chiaro, a poche ore dal fischio d'inizio, se il fumo influenzerà la visibilità o la salute dei calciatori, che si apprestano a sfidare l'Argentina in un match di altissimo profilo, ma l'incertezza metereologica si aggiunge alle normali ansie pre-partita. Le autorità locali e gli organizzatori, consapevoli della criticità, monitorano costantemente l'evoluzione della qualità dell'aria per valutare eventuali misure straordinarie, senza però al momento ipotizzare un rinvio dell'incontro che tiene col fiato sospeso il mondo intero.

La reazione politica di Trump e le tensioni con il Canada

In questo clima di tensione, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto di alzare il tono dello scontro politico, puntando il dito contro il governo di Ottawa. Nel corso di una dichiarazione, Trump ha accusato il Canada di "negligenza deliberata" per la gestione degli incendi, sostenendo che la mancanza di adeguate politiche di prevenzione e spegnimento abbia contribuito in maniera decisiva alla propagazione delle fiamme e al conseguente avvelenamento dell'aria oltre confine.

Al di là delle polemiche, il presidente ha minacciato di aggravare ulteriormente la pressione commerciale su Ottawa, proponendo di aggiungere ai dazi già in vigore anche il costo dei danni che questa ondata di incendi sta provocando sul suolo americano. Un'affermazione che rischia di inasprire ulteriormente i rapporti tra i due vicini di casa, già messi a dura prova da precedenti controversie commerciali, e che trasforma una catastrofe naturale in un terreno di scontro politico dai contorni ancora tutti da definire.

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