Google sfida Meta sugli occhiali intelligenti, EssilorLuxottica in ribasso a Parigi
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Mentre il mercato degli smart glasses si prepara a una nuova, decisiva fase di espansione, l'annuncio di Google di voler lanciare i suoi primi modelli con intelligenza artificiale integrata nel 2026 ha prodotto un immediato effetto a catena, non solo tecnologico ma anche finanziario. L'intensificazione della competizione diretta con Meta, che da tempo investe in quel settore degli "AI wearables" considerato in rapida crescita, ha infatti colpito in Borsa un altro colosso del settore ottico: EssilorLuxottica, che a Parigi ha chiuso la seduta in netto ribasso. Gli investitori, evidentemente, temono che l'ingresso di un gigante del software e dell'hardware come Google, con i suoi due modelli distinti – occhiali solo audio basati sull'assistente Gemini e occhiali con display integrato per informazioni contestuali – possa ridisegnare gli equilibri e marginalizzare i player tradizionali, costretti a rincorrere partnership o a sviluppare in fretta tecnologie proprietarie.
Un ecosistema articolato oltre il singolo dispositivo
Se fino a poco tempo fa si poteva ipotizzare che Mountain View avesse perso il treno della realtà aumentata, gli ultimi sviluppi smentiscono categoricamente quell'impressione. Google, che durante l'ultimo "The Android Show: XR Edition" ha svelato le carte per il prossimo biennio, non sta infatti recuperando semplicemente terreno ma sta costruendo un ecosistema coerente e diversificato. La strategia, come emerso, abbraccia tre fattori di forma distinti – visori immersivi, occhiali cablati e i tanto attesi "AI glasses" – puntando a saturare le diverse esigenze d'uso, dall'intrattenimento totale all'assistenza quotidiana discreta. Un approccio sistemico che va ben oltre il lancio di un singolo dispositivo e che mira a rendere Android XR la piattaforma di riferimento per lo sviluppo.
Funzionalità tra audio e display: l'assistente diventa ubiquo
I due modelli di smart glasses annunciati, sviluppati in collaborazione con partner del calibro di Samsung, Warby Parker e Gentle Monster, promettono di portare l'assistente Gemini direttamente nel campo visivo dell'utente, seppur in modi differenti. Il primo modello, privo di schermo, si affiderà completamente all'interazione vocale attraverso microfoni e altoparlanti integrati, proponendosi come un evoluto auricolare invisibile. Il secondo, più ambizioso, inrerà invece un display nelle lenti, capace di sovrapporre al mondo reale informazioni come indicazioni stradali, traduzioni testuali in tempo reale o analisi visive di oggetti inquadrati da una fotocamera. Saranno questi, in sostanza, gli strumenti attraverso i quali l'intelligenza artificiale, dopo aver "abbracciato" applicazioni come Google Maps, completerà la sua diffusione negli oggetti di uso comune.
Il contesto competitivo e le ripercussioni sul mercato
La mossa di Google, che segna un ritorno in grande stile nel mercato degli occhiali intelligenti dopo esperienze precedenti, intensifica notevolmente la pressione su tutti i concorrenti. Meta, con i suoi Ray-Ban Meta in continua evoluzione, si trova ora ad affrontare una sfida diretta su un terreno che aveva iniziato a dissodare con una certa convinzione. La reazione dei listini di Borsa, con il calo di EssilorLuxottica, è un segnale chiaro di come il settore stia vivendo una fase di transizione profonda, dove il valore non risiede più solo nella cornice o nelle lenti correttive ma nell'integrazione impercettibile e potente di sensori, software e intelligenza artificiale. Una convergenza che sta ridefinendo dalle fondamenta il concetto stesso di occhiale.




