Osimhen e la Juve, la clausola scritta da De Laurentiis pesa come un macigno

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Gli disse il buon Aurelio De Laurentiis all’orecchio, in quel tono solenne che usa quando vuole calcare la mano sulle sue decisioni: vai pure al Galatasaray, ma questo matrimonio con la Juve non s’ha da fare, né domani, né mai. Chissà se il patron del Napoli, da grande uomo di spettacolo quale è, abbia scelto di rifarsi all’immaginario manzoniano per congedare Victor Osimhen, quasi a voler dare una patina di letteratura a una pratica, quella del calciomercato, fatta di numeri e interessi. Di certo, sapeva che quella cessione, in un modo o nell’altro, agli azzurri si sarebbe potuta ritorcere contro, ma ha voluto blindare il futuro. L’occasione per rinfrescare la memoria a tutti è arrivata nella notte di Torino, quando il nigeriano, con un gol nei supplementari, ha di fatto spento le speranze della Vecchia Signora negli spareggi di Champions League -8.

Una volta tanto, le parole della vigilia non sono state disattese dai fatti del campo. Osimhen, che alla Juventus aveva confessato sarebbe “un privilegio” poter giocare, ha incrociato la strada dei bianconeri da avversario e l’ha fatto da protagonista, timbrando il cartellino e condannando gli uomini di mister Spalletti all’eliminazione -2. Un paradosso nel paradosso, perché quell’allenatore, Luciano Spalletti, è esattamente la figura che ha spinto l’attaccante a trattenere l’esultanza sotto la curva. “Perché non ho esultato? Credo fosse importante rispettare un uomo a cui voglio bene e che ha avuto un ruolo importante nella mia carriera. Non sentivo il bisogno di festeggiare”, ha spiegato Osimhen a fine gara, aggiungendo una nota amara sulla prestazione della sua squadra, a suo dire non all’altezza nonostante la qualificazione -3-7.

La clausola che congela il sogno bianconero

Eppure, al di là dei segnali, delle foto social con Alessandro Del Piero e delle dichiarazioni d’amore, esiste una barriera contrattuale che al momento rende l’operazione semplicemente impraticabile. Quando il Napoli ha ceduto Osimhen al Galatasaray nell’estate del 2025 per 75 milioni di euro, De Laurentiis ha voluto inserire una clausola “anti-Italia” dalla durata di 24 mesi, una sorta di blindatura pensata con un obiettivo specifico: impedirne il ritorno in Serie A -1-5. Nel caso il club turco decidesse di privarsene a favore di una squadra italiana, scattherebbe una penale da 70 milioni di euro, che scenderebbe a 50 solo nel secondo anno, oltre a una percentuale del 10% sulla futura rivendita da riconoscere al Napoli -9. Un meccanismo che di fatto scoraggia qualsiasi trattativa, visto che il Galatasaray, per sedersi al tavolo con la Juve, dovrebbe quantomeno rientrare dell’investimento fatto appena un anno fa.

A complicare ulteriormente il quadro, c’è l’aspetto legato all’ingaggio del calciatore. Osimhen percepisce attualmente uno stipendio base di 15 milioni di euro netti a stagione, cifra che con i bonus può lievitare fino a toccare i 21 milioni, un esborso che nessuna società italiana, complice anche il venir meno del Decreto Crescita, sembra in grado di sostenere -1. Per aggirare l’ostacolo, qualcuno ipotizza una trattativa diretta tra il club bianconero e il Napoli per trovare un accordo che annulli la penale, ma si tratterebbe di una soluzione diplomatica complessa, che richiederebbe la buona volontà di De Laurentiis: una risorsa, almeno in questo frangente, piuttosto scarsa -5-9.

La notte amara di Torino e i segnali di Osimhen

La sfida dell’Allianz Stadium, terminata 3-1 per i turchi dopo i supplementari, ha dunque assunto i contorni di una beffa doppia per la Juventus. Non solo la squadra ha visto sfumare l’accesso agli ottavi dopo aver sfiorato l’impresa, rimontando il 5-2 dell’andata e restando in dieci uomini per quasi tutto il secondo tempo, ma ha dovuto subire la legge del centravanti che molti tifosi sognano di vedere in bianconero -8. Osimhen, dal canto suo, ha confermato di essere uomo di campo e di parole, lasciando intendere che il futuro, chissà, potrebbe davvero scrivere un capitolo diverso. “Chi lo sa cosa può riservare il domani”, ha dichiarato alla vigilia, alimentando un alone di suggestione che però, al momento, si scontra con la dura realtà di una clausola scritta nero su bianco -6.

Non sono mancati, nella ridda di voci che seguono queste partite, anche i numeri da capogiro. Si è parlato di una possibile offerta intorno ai 120-150 milioni di euro da parte della Juventus per strappare Osimhen al Galatasaray, cifre che riaprirebbero il mercato in maniera clamorosa -6-10. Ma al di là delle indiscrezioni, resta il quadro normativo voluto da De Laurentiis, che ha legato le mani al club turco. L’attaccante nigeriano, intervistato dopo il match, non ha nascosto la delusione per la prestazione della sua squadra, pur riconoscendo i meriti degli avversari: “La Juventus meriterebbe la vittoria per come ha giocato, ma sono felice per il mio team. Alcuni miei compagni erano timorosi, io ho cercato di motivarli, ma da soli non si va da nessuna parte. Loro, anche con l’uomo in meno, hanno fatto meglio di noi” -4.

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