Milan, il ko col Chelsea è un campanello d'allarme: Leao e Loftus-Cheek tra i peggiori
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Redazione Sport
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La sconfitta per 3-0 contro il Chelsea nell'amichevole disputata a Giacarta ha lasciato più di un interrogativo in casa Milan. La squadra di Ruben Amorim, che aveva mostrato spunti interessanti nel derby vinto contro l'Inter, è apparsa spenta e in balia degli avversari per larghi tratti della partita. I blues di Xabi Alonso hanno dominato il test valido per la Indonesian Super Cup, senza che i rossoneri riuscissero mai a impensierire il portiere Sanchez. Una prestazione che, al di là del risultato, preoccupa per l'approccio e la mancanza di reazione mostrata dalla squadra.
Una difesa di cartapesta e un attacco senza mordente
I gol subiti raccontano una storia di distrazioni e ritardi. Joao Pedro, lasciato colpevolmente solo in area, ha sbloccato il risultato al termine del primo tempo con un colpo di testa su calcio d'angolo. Un errore difensivo che ha permesso all'attaccante brasiliano di trovarsi nella posizione ideale per battere il giovane Torriani. E se il primo gol porta la firma di una disattenzione, il raddoppio, arrivato a inizio ripresa, è il frutto di una difesa ancora una volta in affanno.
Pedro Neto ha crossato per Joao Pedro, che ha realizzato la sua doppietta personale con un tocco sotto porta da due passi. A completare il quadro, il terzo gol di Caicedo, un tiro al volo da fuori area che ha chiuso definitivamente i conti. La nota più amara per i tifosi rossoneri, però, arriva dal dato statistico che fotografa l'impotenza offensiva della squadra: il Milan non ha mai tirato in porta nell'arco dei novanta minuti.
Le pagelle: Leao e Loftus-Cheek deludono
Le valutazioni della stampa sportiva non lasciano spazio a interpretazioni. Rafael Leao, partito titolare con l'obiettivo di dimostrare il suo valore, è stato uno dei peggiori in campo. Secondo Tuttosport, il portoghese è partito con decisione per una decina di minuti per poi spegnersi completamente, venendo puntualmente chiuso da Acheampong quando tentava l'accelerazione. Un enigma irrisolto, come lo ha definito il Corriere della Sera, che non riesce a garantire continuità alla sua squadra.
Non meglio è andata a Loftus-Cheek, descritto come abulico e poco incisivo, con un voto di 4.5 che ne sottolinea l'evidente scarsa produttività in vista delle scelte di mercato. Anche Musah, subentrato nella ripresa, non ha convinto, venendo giudicato nullo e incapace di dare ordine al centrocampo. Tra i subentrati, l'unico a salvarsi con una sufficienza è forse Jashari, mentre Camarda, rimasto isolato in attacco, ha toccato pochissimi palloni, rendendo vano ogni suo tentativo di farsi vedere.
Il nodo tattico di Amorim e il mercato
Al di là delle singole prestazioni, la partita di Giacarta ha evidenziato un problema più ampio legato all'identità della squadra. Ruben Amorim ha effettuato otto cambi all'intervallo, una scelta che ha generato disorganizzazione e ha contribuito al crollo nella ripresa. Un test che, secondo alcuni osservatori, pone l'allenatore portoghese già al bivio: insistere con le sue idee o trovare un compromesso per evitare una partenza in salita in campionato.
La squadra, per ora, sembra non aver interiorizzato il gioco proposto dal tecnico, apparendo incompleta e confusa. Con il mercato ancora aperto e un investimento di circa 100 milioni già effettuato, le aspettative sono alte e la prestazione di Giacarta ha acceso i riflettori sulle carenze della rosa, con il Corriere dello Sport che parla di un Diavolo indifeso che aspetta rinforzi.
La sconfitta in sé può essere archiviata come un' amichevole di agosto, ma il modo in cui è maturata ha inevitabilmente alimentato le preoccupazioni dei tifosi a due settimane dall'inizio del campionato.
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