Ferritin face, il volto con poco ferro: cosa c'è di vero nel trend

Ferritin face, il volto con poco ferro: cosa c'è di vero nel trend
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Redazione Salute Redazione Salute   -   Occhiaie marcate, pelle pallida, capelli spenti e labbra screpolate: sono i segni che su TikTok e Instagram vengono attribuiti alla cosiddetta ferritin face, il volto che, secondo il trend, tradirebbe una carenza di ferro. Sotto l'hashtag circolano video con confronti fotografici prima e dopo il recupero dei livelli di ferritina, accompagnati da testimonianze personali e da consigli per migliorare l'aspetto della pelle.

Come funziona il trend sui social

Il copione dei contenuti è sempre lo stesso: selfie di donne che si ritraggono quando la ferritina era molto bassa, con un viso dall'aria poco sana, accostati a scatti successivi in cui il colorito appare tornato luminoso dopo che il valore è risalito nella norma. A questi segni si aggiunge spesso una stanchezza che non passa, ed è a quel punto che il «verdetto social» sembra non lasciare margini: livelli bassi di ferritina, la proteina che immagazzina il ferro nell'organismo.

L'espressione «faccia da ferritina», però, non ha alcuna valenza scientifica. Le occhiaie, in particolare, non sono un test per misurare il ferro, e un confronto tra due fotografie non tiene conto di luce, trucco, sonno, filtri o stagione, tutte variabili che modificano da sole l'aspetto della pelle.

Cosa dice la medicina su ferritina e sintomi

La ferritina è l'indicatore delle scorte di ferro e si misura con un semplice prelievo di sangue. I valori di riferimento cambiano con età, sesso e metodo del laboratorio, ma in generale una ferritina inferiore a 30 ng/mL è compatibile con scorte ridotte, mentre sotto i 20 la carenza è considerata quasi certa. Nelle fasi iniziali la carenza può essere silenziosa: l'emoglobina, il volume dei globuli rossi e la sideremia possono restare nella norma, motivo per cui un emocromo da solo può non bastare.

I sintomi più frequentemente associati sono stanchezza, pallore, capogiri, battito accelerato, fiato corto, sensibilità al freddo, irritabilità, inappetenza e caduta dei capelli. Sono però manifestazioni aspecifiche, che possono dipendere anche da disturbi della tiroide, da una carenza di vitamina B12 o da problemi cardiaci. Il pallore del viso, dunque, può accompagnare una carenza di ferro, ma non basta a stabilirla né a distinguerla da altre cause.

Perché serve l'esame del sangue

A rendere ancora meno affidabile la diagnosi «a vista» c'è un limite dello stesso esame: la ferritina tende ad aumentare in presenza di infiammazione o di malattie croniche, indipendentemente dalle riserve di ferro, e un valore apparentemente normale può quindi mascherare una carenza. Per questo, quando il sospetto esiste, il medico non si affida a un solo parametro.

Il quadro si completa con la sideremia, cioè il ferro circolante nel sangue, con la capacità totale di legare il ferro, indicata con la sigla TIBC, e con la saturazione della transferrina. Integratori assunti per conto proprio sulla base di un video, senza questi controlli, rischiano di non risolvere la causa dei sintomi e di ritardare l'accertamento di altre condizioni.

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