Michigan, la polizia schierata davanti alla sinagoga: ucciso l'attentatore

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il tentativo di fare irruzione all'interno del Temple Israel di West Bloomfield Township, sobborgo settentrionale dell'area metropolitana di Detroit, si è concluso con la morte dell'assalitore, abbattuto dal personale di sicurezza della struttura. L'uomo, giovedì 12 marzo, aveva dapprima sfondato con la propria autovettura una recinzione o forse un ingresso del complesso, che oltre al luogo di culto ospita anche un centro educativo per la prima infanzia, e successivamente, come ricostruito dagli investigatori della contea di Oakland, avrebbe fatto fuoco con un fucile in suo possesso. La reazione delle guardie di sicurezza, presenti all'interno della sinagoga, è stata immediata: nello scambio di colpi, l'aggressore è rimasto ucciso, rendendosi di fatto l'unica vittima dell'intera vicenda, se si esclude un addetto alla sicurezza che, rimasto ferito nello schianto del veicolo o durante le concitate fasi dell'azione, è stato comunque trasportato in ospedale ma le sue condizioni, stando a una prima dichiarazione dello sceriffo Michael Bouchard, non sarebbero gravi.

Un veicolo carico di esplosivo e le indagini in corso

Elemento di particolare gravità, emerso nelle ore immediatamente successive all'attacco, è la scoperta, da parte delle forze dell'ordine, di una notevole quantità di esplosivo all'interno del bagagliaio dell'auto utilizzata per l'assalto. Le prime ricostruzioni, suffragate da fonti di polizia e dai media statunitensi, indicano che il veicolo, dopo aver impattato contro la sinagoga, avrebbe preso fuoco, complice forse l'innesco del materiale esplosivo; le fiamme, domate poi dai vigili del fuoco, hanno reso irriconoscibile la salma dell'attentatore, complicando non poco le operazioni di identificazione da parte della polizia scientifica e degli agenti dell'FBI, giunti sul posto in forze per coordinarsi con le autorità locali. Al momento, e gli investigati sono cauti nell'emettere verdetti affrettati, non è stato ancora possibile stabilire con certezza l'identità dell'uomo né, di conseguenza, chiarire il movente che possa averlo spinto a un gesto tanto plateale quanto potenzialmente letale per la comunità ebraica locale. Lo sceriffo Bouchard, in alcune dichiarazioni rilasciate alla folla di giornalisti accorsi, ha sottolineato come, nelle due settimane precedenti, fossero circolati avvisi e informazioni a livello di intelligence nazionale che paventavano possibili attacchi, in un clima di crescente tensione legato anche agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e alle operazioni militari congiunte di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ma ha voluto precisare come, allo stato attuale dell'inchiesta, non sia corretto definire l'episodio come un atto di terrorismo.

Il dispiegamento delle forze dell'ordine e le reazioni istituzionali

L'allarme, scattato intorno alle 12:30 ora locale, ha immediatamente mobilitato un'imponente macchina dei soccorsi: decine di veicoli della polizia del Michigan, dello sceriffo e della statale hanno circondato l'area, imponendo un perimetro di sicurezza e invitando i residenti a non uscire di casa e a tenersi lontani dalle finestre, mentre un elicottero sorvolava la zona e le telecamere delle emittenti locali riprendevano il fumo nero alzarsi dalla struttura. Il clima di apprensione, comprensibile in questi casi, si è esteso rapidamente a tutte le istituzioni ebraiche della zona, tanto che la Federazione Ebraica di Detroit ha diramato un avviso per invitare sinagoghe, scuole e centri comunitari ad attuare il cosiddetto "protocollo di lockout", una misura precauzionale che impedisce a chiunque di entrare o uscire dagli edifici fino a nuovo ordine, in attesa che le forze dell'ordine facessero piena chiarezza sull'accaduto e scongiurassero l'ipotesi, non ancora del tutto scartata dagli inquirenti, di un secondo eventuale sospetto coinvolto nell'azione.

La gestione dell'emergenza e i soccorsi

Nel frattempo, mentre i genitori dei bambini che frequentano l'asilo annesso al Temple Israel venivano fatti accedere con cautela per recuperare i propri figli, tutti comunque tratti in salvo e messi al riparo, i artificieri e le squadre cinofile dell'FBI hanno lavorato per ore per mettere in sicurezza l'area e il veicolo, ancora carico di materiale esplosivo, rimuovendo ogni potenziale pericolo per la comunità. Otto dei primi soccorritori intervenuti, tra poliziotti e tecnici, sono stati successivamente presi in cura presso gli ospedali locali per accertamenti, verosimilmente per precauzione o per aver inalato i fumi sprigionati dall'incendio, ma senza che vi siano, al momento, notizie di ferimenti gravi tra le forze dell'ordine. Il presidente Donald Trump, come confermato dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, è stato costantemente aggiornato sull'evolversi della situazione, mentre il governatore del Michigan, Gretchen Whitmer, ha espresso il proprio sgomento per quanto accaduto, definendo l'attacco "straziante" e ribadendo che non c'è spazio per l'antisemitismo in una società civile, sebbene l'attenzione degli inquirenti, al momento, resti focalizzata esclusivamente sull'acquisizione di prove materiali e sulla raccolta di testimonianze per risalire all'identità e al profilo dell'attentatore ucciso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.