Il sesto e ultimo Mondiale di Cristiano Ronaldo si chiude in lacrime a Dallas
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Redazione Sport
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La sesta e ultima partecipazione di Cristiano Ronaldo a un Mondiale, iniziata nel 2006, si è conclusa con l'eliminazione del Portogallo agli ottavi di finale per mano della Spagna, che ha vinto 1-0 grazie a un gol di Mikel Merino al 91° minuto all'AT&T Stadium di Arlington, Texas. Lo sguardo fisso del capitano portoghese al centro del campo, mentre gli spagnoli festeggiavano la qualificazione, è già un'immagine iconica di questi Mondiali.
Ronaldo, che aveva annunciato alla vigilia che si sarebbe trattato della sua ultima Coppa del Mondo, ha lasciato il torneo con il record di essere l'unico giocatore ad aver segnato in sei edizioni diverse, con un totale di 11 reti in 27 partite.
L'addio e le parole di Ronaldo
La sconfitta ha segnato la fine di un'era per il calcio portoghese e mondiale. Ronaldo, visibilmente commosso, ha commentato la sua eliminazione con le stesse parole usate alla vigilia: se ne va con la coscienza a posto. "Sono triste ma, come ho detto ieri, ho dato tutto. Ho la coscienza tranquilla. Potevamo fare meglio ma siamo stati eliminati da una squadra molto buona", ha dichiarato ai microfoni di SportTV dopo il fischio finale.
Ha confermato che questo era il suo ultimo Mondiale, rimandando però qualsiasi decisione sul suo futuro in nazionale a un momento più sereno, lontano dall'emozione del momento: "Ora penserò al futuro con la famiglia, è la vita. Non voglio decidere a caldo". La sua carriera con la seleção portoghese conta 232 presenze e 146 gol, numeri che lo consacrano come il miglior marcatore di sempre a livello internazionale.
Il peso di un'eredità e il confronto generazionale
Alla vigilia della partita, in conferenza stampa, Ronaldo aveva risposto con carattere alle critiche, ringraziando ironicamente i giornalisti per gli attacchi ricevuti negli ultimi 23 anni, che secondo lui lo hanno fatto solo crescere. "Non sarò né più né meno Cristiano Ronaldo se vinco la Coppa del Mondo o no", aveva affermato, dimostrando una maturità acquisita con l'età. A Dallas, però, il confronto con la nuova generazione è stato impietoso.
La Spagna, trascinata da giovani talenti come Lamine Yamal, ha giocato una partita tattica e fisica che ha messo in difficoltà un Portogallo troppo dipendente dal suo capitano, che ha faticato a trovare spazi e a incidere come in passato. Il ct Roberto Martinez lo ha difeso, definendolo un esempio e un'icona, ma l'eliminazione ha riaperto il dibattito in Portogallo sul suo ruolo da titolare in un momento in cui la nazionale deve guardare al futuro.
La fine di un'era
Per Cristiano Ronaldo, la Coppa del Mondo rimane l'unico grande trofeo sfuggito alla sua straordinaria carriera, nonostante i trionfi in Europeo e Nations League. Il suo sesto Mondiale, il primo dopo il compimento dei 40 anni, si chiude con tre gol segnati, confermando una longevità senza precedenti ma anche il peso inesorabile degli anni. L'immagine del campione in lacrime, mentre il pubblico di Dallas lo omaggiava con un applauso, ha sancito la fine di un percorso ventennale nei Mondiali.
La sua storia in questa competizione, costellata di record e delusioni, si è chiusa come era iniziata: con un'eliminazione, ma con la certezza di aver dato tutto per il suo paese.




