I concessionari auto contro gli incentivi: "Troppi vincoli e mercato distorto"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre la Corte dei Conti ha dato il suo via libera definitivo e il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, fissando l’avvio delle procedure al 15 ottobre, le critiche dal mondo della distribuzione automobilistica non si fanno attendere. Massimo Artusi, presidente di Federauto, esprime una netta opposizione verso i nuovi bonus governativi per l’acquisto di vetture elettriche, sostenendo che meccanismi del genere, sebbene apparentemente vantaggiosi, finiscano per alterare pesantemente il normale svolgimento del mercato. Secondo la sua analisi, basata sull’esperienza maturata in anni recenti, simili incentivi non portano a un miglioramento strutturale bensì a dinamiche negative: generano attese prolungate nei consumatori e nei concessionari, mentre per le case automobilistiche si traducono in picchi produttivi insostenibili, seguiti da inevitabili vuoti.

Gli incentivi, che prevedono agevolazioni comprese tra i 9.000 e gli 11.000 euro per l’acquisto di veicoli a emissioni zero, sono vincolati a precisi requisiti. L’accesso è subordinato, oltre che alla dimostrazione di un determinato livello di reddito attraverso la certificazione ISEE, alla residenza in un comune incluso nelle cosiddette aree Fua. Restano ancora alcuni dettagli operativi da definire circa le modalità di presentazione delle domande, ma è già chiaro che il contributo statale non potrà essere cumulato con altri bonus eventualmente erogati da Regioni o dallo Stato, potendo invece essere abbinato a sconti diretti offerti dai costruttori o dai punti vendita.

Proprio la componente degli sconti del costruttore sta producendo gli effetti più eclatanti in termini di listini. È il caso della Leapmotor T03, citycar elettrica di origine cinese commercializzata in Italia dal gruppo Stellantis, che si candida a diventare uno dei modelli più economici sul mercato. Grazie al massimo dell’incentivo statale, riservato a chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro, e a un bonus aggiuntivo di 3.000 euro stanziato direttamente dal marchio, il suo prezzo finale può crollare fino a toccare la soglia simbolica di 4.900 euro, un valore che la rende più accessibile di molti scooter di alta gamma.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.