La Bbc detta le sette regole a tavola per gli inglesi in vacanza in Italia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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"È una mite serata a Roma. Sto gustando un piatto di pasta alla carbonara e i miei amici stanno scegliendo il prossimo vino quando una frase in inglese irrompe nel ristorante come il fruscio di un disco. Un cappuccino, per favore. Le nostre forchette rimangono sospese a mezz'aria e un'ondata di giudizi si propaga tra noi come una scarica elettrica. Sono le 22.30. Fanno sul serio?". Inizia così l'articolo pubblicato sul sito della Bbc da Eva Sandoval, reporter inglese figlia di immigrati italiani vissuta per 14 anni in Italia (a Terracina, in provincia di Latina).
Una scena che chiunque abbia frequentato un ristorante italiano, specie nelle serate estive, ha avuto modo di osservare: il turista che, dopo aver ordinato un piatto di pesce o una pasta, si concede un cappuccino, magari dopo le 22.00. E questo è solo uno dei sette peccati capitali che la giornalista, forte della sua doppia cultura, ha deciso di elencare per mettere in guardia i viaggiatori britannici e, più in generale, stranieri in procinto di visitare il nostro Paese.
Il decalogo della Sandoval: galateo gastronomico
La guida, pubblicata da BBC Travel, stilata dalla Sandoval ha il merito di andare oltre il semplice luogo comune, cercando di spiegare le ragioni culturali che si celano dietro queste consuetudini. Si tratta di regole non scritte che, per chi arriva da fuori, possono sembrare strambe o irrazionali, ma che per gli italiani rappresentano un modo per preservare l'equilibrio dei sapori e la ritualità del pasto. La stessa autrice, citata dal Fatto Quotidiano, ha dichiarato: "Chi infrange inconsapevolmente queste regole probabilmente si attirerà qualche sguardo scandalizzato. ma chi le conosce avrà l’occasione di capire meglio la cultura gastronomica italiana e magari di guadagnarsi anche un cenno di approvazione". Un approccio che trasforma la lista di divieti in un'opportunità di comprensione reciproca.
I sette vizi capitali a tavola secondo la Bbc
Le sette regole spaziano dalle scelte sulle bevande alle modalità di consumazione del pasto. La prima, e forse la più iconica, è quella di non ordinare un cappuccino dopo la colazione, o, meglio ancora, di non ordinarlo proprio al ristorante. La bevanda, a base di latte e schiuma, è considerata troppo pesante per accompagnare un pasto salato e sostanzioso; dopo pranzo o cena, la scelta corretta è un espresso o, al massimo, un macchiato.
La seconda regola riguarda l'ordine del pasto: in Italia, come in una sinfonia, le portate si susseguono in movimenti precisi e crescenti: antipasto, primo, secondo con contorno, dolce, caffè e amaro. Chiedere di portare tutto in tavola contemporaneamente è un'eresia, perché ogni piatto ha il suo momento per essere apprezzato.
Il terzo comandamento è "Non mescolare mare e montagna". Questo significa che, a meno che la ricetta non lo preveda, frutti di mare e formaggi come il parmigiano non devono incontrarsi. Chiedere il parmigiano sugli spaghetti alle vongole, come ricorda la Sandoval, è il modo più rapido per far sussultare gli italiani seduti ai tavoli vicini, poiché il sapore intenso del formaggio coprirebbe la delicatezza del pesce. La quarta regola, strettamente legata a questa, è "Non chiedere sostituzioni": la cucina italiana non è customizzabile.
Ogni formato di pasta è pensato per esaltare un determinato sugo, e modificare la ricetta viene visto come un affronto al lavoro dello chef.
Dalla lentezza alla regionalità: gli ultimi consigli
Le ultime tre indicazioni della Bbc riguardano l'approccio complessivo al cibo in Italia. La quinta regola è "Non limitarsi alla singola regione". La cucina italiana è, infatti, un mosaico di tradizioni locali: la pizza a Napoli, il pesto a Genova, la carbonara e la cacio e pepe a Roma, la bistecca a Firenze. Ignorare le specialità del luogo che si visita significa perdersi una parte fondamentale della cultura. Il sesto consiglio è "Non avere fretta".
Mangiare in Italia è un rito sociale, un momento di convivialità che può durare ore, arricchito da conversazioni e pause tra una portata e l'altra. Cenare alle 21.00 e avere fretta di finire per le 22.00 è semplicemente inconcepibile. La settima, e ultima, regola è "Non saltare l'amaro". Il pasto italiano si conclude con un dolce, un caffè e un amaro, un liquore digestivo dalle note amare che, a seconda della regione, può essere preparato con erbe, scorze di agrumi o gusci di noci. Un gesto che suggella l'esperienza e prepara alla fine del pasto.




