Noemi, la caduta sul palco e la lunga riabilitazione: “Vertebra scheggiata, ma poteva andare peggio”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A undici giorni dalla caduta dal palco durante il concerto di San Salvo Marina, in provincia di Chieti, Noemi – al secolo Veronica Scopelliti – ha rotto il silenzio per raccontare, con il consueto spirito che la contraddistingue, le sue condizioni e le prospettive del percorso di recupero. La cantante romana è ancora ricoverata in ospedale, costretta a rimanere distesa, come lei stessa ha spiegato in un aggiornamento che ha subito fatto il giro dei social, dove ha pubblicato alcune foto che la ritraggono con fasciature e lividi ben visibili.
Il lungo stop forzato non ha però scalfito il suo ottimismo, tanto che ha commentato con ironia anche i meme e le battute affettuose dei fan, dimostrando di aver affrontato l'imprevisto con la determinazione che da sempre la caratterizza sul palco e nella vita.
La dinamica dell’incidente e il ricovero
Il sinistro risale a domenica 19 luglio, quando Noemi stava esibendosi a San Salvo Marina, evento che avrebbe dovuto essere una delle tappe estive del suo tour, ma che si è trasformato in un drammatico contrattempo. La cantante è inciampata e caduta dal palco, un volo di alcuni metri che ha subito destato grande preoccupazione tra il pubblico presente, tanto che il video dell'accaduto è stato rapidamente diffuso in rete e ha generato un'ondata di solidarietà.
Subito dopo la caduta, Noemi è stata trasportata d'urgenza in ospedale, dove i medici hanno provveduto a immobilizzarle il collo con un collare ortopedico e a medicare le ferite, in particolare quella alla testa che le ha procurato un taglio profondo. Nei giorni successivi, la situazione è apparsa complessa ma sotto controllo, tanto che la cantante ha cominciato a mostrare i primi segni di ripresa, anche se la strada verso la guarigione resta ancora lunga e irta di ostacoli.
Le parole di Noemi dal letto d’ospedale
Con la sua voce pacata ma ferma, Noemi ha voluto aggiornare i follower e i cittadini che le hanno inviato messaggi di sostegno, spiegando nel dettaglio quali sono le sue attuali limitazioni fisiche: «Per fortuna la frattura dell’acetabolo non è scomposta, in trenta giorni il callo osseo si dovrebbe ricostruire, però devo stare ferma, per questo sto ancora in ospedale. Non mi posso tirare su dal letto, ho anche la quinta vertebra scheggiata, faccio riabilitazione. Però dai, poteva andare peggio».
La rivelazione più significativa riguarda proprio la vertebra scheggiata, un infortunio che impone un'assoluta immobilità e che rende vano qualsiasi tentativo di alzarsi, seppur per pochi istanti. Alla domanda sulla botta alla testa, la cantante ha risposto con ironia: «Eh, ho dato una bella botta, mi hanno messo due punti. Capirai, già avevo poca…», lasciando intendere che, nonostante tutto, il suo spirito autoironico è rimasto intatto e l'ha aiutata a superare i momenti più difficili.
Il recupero, la riabilitazione e la forza dell’ironia
Il percorso di riabilitazione è appena iniziato e prevede esercizi specifici per la colonna vertebrale e per l'articolazione dell'anca, due distretti che sono stati messi a dura prova dalla caduta. Nonostante il dolore e la frustrazione di dover restare immobile per lunghi periodi, Noemi ha scelto di affrontare la convalescenza con leggerezza, commentando sui social le foto che la ritraggono incerottata e con il tutore al polso, un atteggiamento che ha trovato grande riscontro tra i suoi sostenitori.
La scelta di condividere la sua quotidianità in ospedale, comprese le immancabili fasciature e i lividi, è stata dettata dalla voglia di restare in contatto con il pubblico e di non far mancare quel sorriso che da sempre caratterizza i suoi concerti e le sue apparizioni pubbliche. In questo senso, l'autoironia si è rivelata un'arma potentissima, capace di trasformare un momento di fragilità in un'occasione per rafforzare il legame con chi le è vicino, anche se a distanza.
Le prospettive mediche e il riposo forzato
Dal punto di vista clinico, le notizie sono incoraggianti: la frattura dell'acetabolo, non essendo scomposta, non richiede interventi chirurgici invasivi, ma necessita di un riposo assoluto per circa un mese, il tempo necessario perché il callo osseo si saldi correttamente. La vertebra scheggiata, pur rappresentando un ulteriore motivo di preoccupazione, viene gestita con la riabilitazione e con il mantenimento della posizione supina, evitando carichi che potrebbero compromettere la guarigione.
Noemi ha confermato di essere seguita da un'équipe di specialisti che monitorano ogni minimo progresso, e la sua determinazione è tale da far ben sperare per un rientro, seppur graduale, alla vita normale e, naturalmente, alla musica. Al momento, però, ogni previsione su tempi e modalità del ritorno sul palco resta sospesa, perché la priorità assoluta è il recupero completo della funzionalità motoria, senza forzature che potrebbero vanificare il lavoro svolto dai medici in queste prime due settimane di ricovero.
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