Barbara Balzerani: una vita tra le Brigate Rosse e la scrittura
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Redazione Interno
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Barbara Balzerani, nota come la "primula rossa" delle Brigate Rosse, è emersa dai ritagli sbiaditi degli anni di piombo. Conosciuta come "Sara" nel suo nome di battaglia, è stata l'ultimo leader delle Brigate Rosse storiche ad essere arrestata, il 19 giugno 1985.
Una figura irriducibile
Nonostante il suo arresto, Balzerani non ha mai mostrato pentimento o dissociazione. Ha mantenuto fino alla fine la figura dell'"irriducibile". Dopo l'arresto, nel 1988, insieme a Renato Curcio e Moretti, ha dichiarato conclusa l'esperienza della lotta armata in Italia, chiedendo l'avvio di una "soluzione politica" che non è mai arrivata.
Dalla tragedia armata alla scrittura
Balzerani ha scritto sette libri, il primo dei quali, "Compagna Luna", è stato pubblicato nel 1998. L'ultimo, "Respiro", è stato pubblicato l'anno scorso. Nei suoi libri, parla pochissimo dei 13 anni passati nelle Brigate Rosse, dal 1975, quando scelse di arruolarsi, fino all'arresto nel 1985.
Critiche alla sua opera
Nel 1998, quando Balzerani pubblicò "Compagna Luna", lo scrittore Antonio Tabucchi scrisse una recensione molto critica sul Corriere. Definì il libro "un kitsch che ricorda la propaganda di Hoxha". Questa critica rifletteva l'idea diffusa in Italia negli ultimi anni, che coniuga il politico con l'esistenziale e il privato, creando la mitologia che il terrorismo delle Brigate Rosse sia stata "la tragedia di una generazione".




