Emma Bonino lascia la terapia intensiva: previsto il trasferimento
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Redazione Interno
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Emma Bonino è pronta a lasciare la terapia intensiva dopo il ricovero d’urgenza provocato da una grave crisi respiratoria. La leader radicale, attualmente assistita all’ospedale Santo Spirito di Roma, sarà trasferita giovedì in una struttura privata dopo il consulto tra il medico curante e i sanitari che l’hanno seguita durante la fase più critica. Le sue condizioni vengono definite «stabili ma delicate»: un aggiornamento che segnala un’evoluzione rispetto alle ore immediatamente successive al malore, pur mantenendo alta l’attenzione sul decorso clinico.
Dal ricovero in codice rosso al monitoraggio dei parametri
Il malore aveva richiesto un intervento urgente dopo un peggioramento della funzionalità respiratoria. La paziente era stata soccorsa nella propria abitazione, nel centro della Capitale, e trasportata in ambulanza con codice rosso, mentre erano immediatamente iniziati gli accertamenti e la valutazione dei parametri. Durante la prima fase era rimasta vigile e lucida. Il ricovero nel reparto intensivo era stato disposto a scopo precauzionale, con un monitoraggio continuo necessario a verificare sia l’andamento della crisi sia la risposta alle terapie avviate dai medici.
Il successivo bollettino aveva indicato condizioni delicate ma stazionarie, precisando che i parametri cardiocircolatori e gli scambi respiratori risultavano accettabili. La crisi, tuttavia, non era ancora considerata completamente superata e proprio per questo l’osservazione ospedaliera era proseguita. La decisione sul nuovo percorso assistenziale è arrivata dopo il confronto tra Claudio Santini e l’équipe del Santo Spirito: il passaggio fuori dalla terapia intensiva prevede la prosecuzione delle cure in una clinica privata, senza che sia stato comunicato il nome della struttura scelta.
I precedenti problemi di salute e la lunga storia politica
La leader di +Europa, 78 anni, aveva già affrontato problemi di salute legati all’apparato respiratorio. Nel 2015 le era stato diagnosticato un tumore al polmone e nel 2023 aveva dichiarato di essere guarita dalla malattia. Altri ricoveri erano avvenuti negli anni successivi: alla fine del 2025, dopo un passaggio nello stesso ospedale romano, era stata trasferita alla Stroke Unit del San Filippo Neri e poi dimessa dopo circa una settimana. In quella circostanza era stata esclusa una recidiva del tumore e il malore era stato ricondotto a un problema di natura metabolica.
La sua attività pubblica attraversa oltre mezzo secolo di politica italiana ed europea. Entrata nel Partito radicale nel 1975, è stata più volte parlamentare nazionale ed europea, oltre ad aver ricoperto incarichi istituzionali di primo piano. Tra il 1995 e il 1999 ha fatto parte della Commissione europea con competenze che comprendevano pesca, consumatori e aiuti umanitari; negli anni successivi è stata ministra per il Commercio internazionale e le Politiche europee, vicepresidente del Senato e ministra degli Esteri. Una parte centrale della sua attività politica è stata dedicata ai diritti civili, alla lotta contro la pena di morte e alle campagne radicali sviluppate in Italia e sul piano internazionale.
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